La Fondazione Banca Popolare di Lodi dedica a Simona Uberto, nella sala espositiva Bipielle Arte, l’antologica Fatum Futura, che ripercorre trent’anni di ricerca tra fotografia, installazione e paesaggi visionari. In mostra circa cinquanta opere, dagli scatti urbani degli esordi ai miraggi della serie Fata Morgana, un percorso che indaga il confine tra realtà e immaginazione, facendo del titolo - tra destino e futuro - la chiave di lettura della poetica dell’artista. Fatum Futura, l’ampia mostra antologica a cura di Maria Laura Gelmini dedicata a Simona Uberto (Savona, 1965), che apre il 27 febbraio prossimo negli spazi della Bipielle Arte, la sala espositiva della Fondazione Banca Popolare di Lodi, offre una panoramica ampia e coerente su trent’anni di ricerca dell’artista, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni Novanta a oggi, riunendo circa cinquanta opere tra fotografia, installazione, collage, scultura e interventi ambientali. Il titolo nasce da un’intuizione dell’artista e condensa il nucleo poetico del progetto: una riflessione sulla tensione tra ciò che ci precede e ciò che ci attende, tra destino e possibilità, tra predeterminazione e sguardo verso il futuro. “Fatum, dal latino ‘fari’, significa ciò che è già stato pronunciato, la parola-oracolo che diventa destino - spiega Uberto - mentre Futura indica il tempo a venire, ciò che ancora non è. È uno spazio di domande, sospeso tra ciò che è stato detto e ciò che stiamo ancora costruendo. Questa dialettica tra origine e avvenire attraversa tutta la sua opera: un lavoro che parte sempre dal reale - uno scatto fotografico, un frammento urbano, un paesaggio - e si trasforma in visione, in racconto, in miraggio.