Tassista abusivo in stazione: ma il comune non ha mosso un dito

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Gentile direttore, in questi giorni, uscendo dalla stazione ferroviaria di Lodi sono stata avvicinata da un uomo dall’accento straniero (forse un romeno) che si è offerto, quale tassista, di riportarmi a casa. Da quanto ho capito mi pare chiedesse di essere pagato a un euro al chilometro. Una scena simile mi era sempre capitata a Roma che, come è noto, è la prima città dell’Oriente che si incontra scendendo a sud quando si percorre la penisola italiana. Ignoravo che a Lodi ci fossero tassisti abusivi. C’è però una seconda sorpresa: parlando con il tassista (uno “vero”) che mi ha accompagnata a casa mi sono sentita dire che il signore abusivo che si aggira in stazione è lì da alcune settimane. Mi ha detto che del problema è già stato investito il comune di Lodi, ma quest’ultimo non ha mosso un dito, e l’abuso prosegue. Chi governa la città vuole forse ridurre Lodi alla stregua di Roma, strappandole lo scettro di prima città dell’Oriente? Se si tollerano i piccoli abusi (come i costanti furti di biciclette) si finisce per tollerare i più grandi, e allora si consegnano le città in mano alla malavita.

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