«La vigilanza quotidiana contro il ripetersi di questi episodi disumani»
VILLA POMPEIANA Ieri il ricordo delle undici vittime nel luglio 1944
Lettura 1 min.Ottantadue anni dopo, i nomi delle undici vittime dell’eccidio di Villa Pompeiana e Cascina Cagnola continuano a scandire il dovere della memoria.
La commemorazione si è svolta ieri tra Marzano di Merlino, Villa Pompeiana e Galgagnano, con la partecipazione delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma, dell’Anpi, dei sindaci del Lodigiano e del Sudmilano, dei carabinieri con il comandante della stazione locale di Zelo Antonio Serino e della prefettura rappresentata dal vice Francesco Paolo Ramunni.
Ad accompagnare il corteo è stata la banda “Giuseppe Verdi” di Zelo. Nel suo intervento il sindaco di Zelo, Angelo Madonini, ha richiamato il significato universale dell’eccidio del 26 luglio 1944, ricordando come il Novecento sia stato «il secolo dei genocidi» e sottolineando che tragedie come quelle consumate a Villa Pompeiana e Cascina Cagnola dimostrano quanto il male possa nascere anche nelle comunità più vicine. «L’unico argine è la vigilanza quotidiana, il coraggio del pensiero e la fatica della coerenza», ha affermato, invitando a non lasciare che indifferenza e oblio cancellino il sacrificio di chi scelse la libertà.
Il vicepresidente provinciale dell’Anpi, Omar Damiani, ha ricostruito le fasi del rastrellamento del 26 luglio 1944, culminato nella fucilazione di undici uomini innocenti, ricordando come la violenza fosse stata accompagnata anche dalla menzogna, con rapporti e comunicati costruiti per giustificare l’eccidio. «La memoria appartiene al presente», ha detto, perché solo conoscendo quella storia è possibile riconoscere i segnali dell’intolleranza e difendere libertà, democrazia e pace.
Anche il sindaco di Merlino, Giuliano Sottoriva, ha invitato a trasformare il ricordo in un impegno civile, soprattutto verso i giovani: «La memoria - ha ricordato - non può essere soltanto celebrazione, ma deve diventare educazione al rispetto della persona, alla legalità e ai valori della Costituzione, perché una comunità che conosce la propria storia è una comunità più consapevole del proprio futuro». Tappa conclusiva a Galgagnano, in piazza, perché l’accesso alla cascina non è stato consentito. A piedi del monumento ai caduti è stata depositata l’ultima corona di fiori.
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