A Codogno la fontana dei Caduti è prigioniera della burocrazia

CENTENARIO A RISCHIO Il Comune deve aspettare il via libera della Soprintendenza per sostituire tubi e pompa sommersa

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Il sindaco di Codogno Francesco Passerini incrocia le dita ma non vuole dare false speranze. Il Comune voleva rimettere in funzione per i festeggiamenti del prossimo 4 Novembre la grande fontana del parco di piazza Cairoli, realizzata esattamente cent’anni fa assieme all’allestimento a verde dell’area e al monumento ai Caduti, dopo la strage della Grande Guerra. «I lavori che dobbiamo realizzare richiedono il coinvolgimento alla Soprintendenza e in questi casi si parla di due o tre mesi di attesa per ricevere l’autorizzazione a procedere - chiarisce -. Il problema della fontana riguarda l’impianto, che ha già avuto riparazioni nel corso degli anni. C’è anche da dire che la posizione, il filtro, la caduta delle foglie, sono elementi che fanno dire che quella fontana sia un po’ “nata male”. È vincolata così e non si può cambiare». Gli interventi di cui necessità non sono di carattere estetico e una volta fatti non andrebbero a cambiare l’aspetto della fontana. «Interveniamo sotto, non sull’estetica, ma è comunque richiesta l’autorizzazione della Soprintendeva - spiega Francesco Passerini -. Dovremmo mettere una nuova tipologia di pompa e modificare l’impianto del filtro. Si tratta quindi di interventi funzionali, per far sì che possa durare ed essere mantenuta». Quanto al termine auspicato del 4 Novembre, insomma, bisogna capire se si riesce con i tempi. Intanto, la fontana è vuota e, visto cosa si trova al suo interno, probabilmente presa di mira da maleducati che la trattano come se fosse un cestino dell’immondizia. Eppure nei mesi scorsi, quando erano state fatte le verifiche in vista dei lavori, il Comune l’aveva fatta ripulire.

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