A Ospedaletto scomparirà l’ex mobilificio Gatti, al suo posto la sede di Tendarredo
Il capannone vuoto da diversi anni verrà raso al suolo e sui 17mila metri quadrati dell’area si insedierà un polo dell’azienda di Codogno
Lettura 1 min.All’ex mobilificio Gatti di Ospedaletto Lodigiano arriva Tendarredo. La nota azienda di Codogno, specializzata nella realizzazione di tende da sole e di soluzioni per gli spazi outdoor, ha acquistato l’area e a Ospedaletto realizzerà la sua nuova sede.
L’ex mobilificio sarà demolito e al suo posto nascerà un polo aziendale “green”. Si tratta dunque di un investimento privato che garantirà al paese anche la rinascita di un’area vuota, diventata ricettacolo di rifiuti e bivacchi.
Tendarredo, nata circa 40 anni fa in un piccolo locale di via Cavour a Casalpusterlengo, oggi conta due sedi di rilievo, una a Casale dove si confezionano i tessuti morbidi, e una a Codogno, dove si opera sulle parti meccaniche delle tende e delle altre soluzioni outdoor. È una realtà consolidata anche nel mercato estero, Cina compresa, e il suo marchio commerciale è TA Design.
«Sono nato e cresciuto nella Bassa e questo luogo mi ha sempre affascinato, era quasi un riferimento geografico quando ero ragazzo - racconta Cesco Cazzamali, titolare di Tendarredo -: abbiamo fatto molte valutazioni prima di decidere, ma siamo tutte persone del territorio e volevamo un luogo che non costringesse nessuno ad allontanarsi troppo dall’impiego, oltretutto vicino al casello, e che restituisse valore al Lodigiano, perché siamo imprenditori del territorio e lo amiamo. Il progetto è in via di definizione - spiega Cazzamali -: l’idea è quella di realizzare a Ospedaletto un unico polo aziendale, abbattere l’attuale edificio e costruire uno spazio pensato utilizzando il più possibile l’energia pulita, evitando sprechi, ideando spazi funzionali alle attività in cui i lavoratori possano stare bene, fare pause adeguate, perché siamo persone e la maggior parte delle nostre giornate le passiamo sul posto di lavoro, quindi gli spazi devono essere pensati per la comunità di persone che qui operano». L’assessore Giuseppe Riboni commenta: «Si tratta di circa 17mila metri quadrati che erano vuoti da diversi anni: questa iniziativa privata rappresenta un’occasione di rigenerazione urbana di un pezzo di paese». Cazzamali punta a realizzare il tutto in un anno e mezzo.
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