Codogno, cerimonia sei anni dopo per ricordare il Covid

«Un nemico affrontato con la forza e la perseveranza»

Il ricordo di chi non c’è più, ma anche della forza di una comunità che, nonostante restrizioni e normative, ha sempre guardato al prossimo. Non sono mancate anche lacrime di commozione a Codogno nella mattinata di oggi, sabato 21 febbraio, nel corso della giornata dedicata alla “Comunità resiliente di Codogno e alle vittime del Covid19”. Una cerimonia apertasi al cimitero cittadino con la deposizione della corona d’alloro ai piedi della targa commemorativa accompagnata dal silenzio e dalla preghiera. «Mente e cuore non possono andare oltre. Codogno e il Lodigiano, precedendo di un passo tutto l’Occidente, hanno affrontato con mano tremante ma anche con forza e perseveranza il nemico» alcune delle parole del vescovo Maurizio Malvestiti. Secondo momento vissuto poi al memoriale di via Collodi dove a prendere la parola è stato il sindaco Francesco Passerini e il primo cittadino di Vo’, Mauro Delluniversità. «Anche oggi emozioni e sensazioni affiorano. Quella che è affiorata è stata una società resiliente, capace di unirsi e aiutare il prossimo» ha ricordato Passerini mentre l’omologo della cittadina veneta ha richiamato durante il suo intervento il motto «andrà tutto bene, non una promessa ingenua. Proprio quando distanti abbiamo imparato una nuova forma di unità». Alla cerimonia hanno preso parte amministratori comunali, massimi rappresentanti delle forze di polizia provinciali e locali ma anche associazioni, anche dalla stessa Vo’, e gli Alpini. Questa sera invece alle 21 nella sala teatrale del quartiere fieristico il concerto “Germogli di luce, note di speranza” curato dall’associazione culturale Musicisti di Vo’

Il servizio di Nicola Agosti sul Cittadino di lunedì 23 febbraio

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