(Foto di Scarioni)
800MILA EURO Le spese sostenute da Rfi e Comune per ridare dignità al percorso sotto i binari dal quartiere San Biagio al centro di Codogno
Lettura 1 min.«È come tornate a respirare». È la sensazione di uno dei primi cittadini a transitare nel sottopasso di via Borsa, riaperto ieri mattina dopo la riqualificazione di Rfi, un nuovo intervento per infiltrazioni “a sorpresa” e infine la seconda parte a carico del Comune, per le rampe. Il passaggio è vitale per i residenti del quartiere San Biagio, in quanto al momento - se non si considera il passaggio interno alla stazione - è l’unico collegamento pedonale con il resto della città. Ora il sottopasso è «dignitoso, sicuro e fruibile per tutti», ha detto il sindaco Francesco Passerini, alla presenza di assessori e consiglieri comunali e dell’ingegner Lino Girometta della Brainwave consulting, che ha riqualificato le rampe come opera compensativa all’interno della convenzione con il Comune per la costruzione di una palazzina sull’area dell’ex caserma di via Belloni. L’intervento si è concentrato appunto sulle rampe, di competenza comunale, mentre la scorsa estate Rfi era intervenuta sul tunnel e quest’anno ha realizzato ritocchi intervenendo con dello stucco al posto della pittura inizialmente utilizzata. Tra gli interventi sulle rampe anche il rifacimento della pavimentazione, con percorso con sistema Loges arricchito da particolari sensori in grado di dialogare con appositi bastoni, per i disabili visivi. La copertura, invece, fa passare la luce del sole, ma schermandola. Il tutto in continuità con quanto fatto sul tunnel, un’ex roggia, che aveva risolto l’importante problema delle infiltrazioni. «Questo luogo ha cambiato faccia - ha detto il primo cittadino -. Si tratta id un intervento che nel totale delle tre lavorazioni ha superato gli 800mila euro; un intervento strutturale che penso in questi anni sia stato quasi un sogno. La situazione che abbiamo trovato era disastrosa. Il progetto è arrivato grazie a tanti anni di lavoro. Si chiude una partita aperta da 70 anni. Più di quello che si vede, il grande lavoro sono state le lavorazioni che hanno consentito di poter restituire un sottopasso in sicurezza e dignitoso, come deve essere un passaggio molto frequentato, soprattutto nel periodo scolastico. È stato aperto con 12 giorni di anticipo e ne va dato atto a chi ha lavorato, considerando anche il caldo che c’è stato».
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