Lombardia in zona rossa, i negozianti non ci stanno
Codogno, la possibilità di imminenti chiusure agita il mondo del commercio, pronto alla disobbedienza civile
Lettura meno di un minuto.Commercianti in rivolta in vista del possibile ritorno della Lombardia a zona rossa. Il tam tam è partito ieri mattina sulla chat di gruppo di bar e negozi ed è arrivato fino al palazzo comunale e alle associazioni di categoria, interpellati su cosa sia opportuno fare per dare forma a una protesta senza incorrere in sanzioni e denunce. Fatto sta che il messaggio del gestore di un bar del centro, deciso ad aderire all’iniziativa di disobbedienza civile “io apro” che invita gli esercenti a non spegnere l’insegna ma a tenere aperto, ha trovato subito risonanza in molti commercianti che hanno deciso di far sentire la loro voce. Non tutti i negozianti sono intenzionati a manifestare, ma in tanti sì, e a spiegarne le ragioni è il segretario di Ascom Isacco Galuzzi, interpellato dagli associati. «Il timore è di una cosa che non c’è ancora e l’ondata nasce dall’iniziativa ”io apro” avviata in Centro Italia sulla quale si sono attaccati tutti gli altri – osserva -. La situazione è molto tirata perché ci sono categorie che sono ormai al palo da settimane e non hanno orizzonti e categorie che vedono gli spettri di una nuova chiusura».
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