
Cronaca / Basso Lodigiano
Mercoledì 06 Aprile 2011
Scovata una nuova casa a luci rosse
Un carabiniere si finge cliente per stanare la “lucciola”
n Il copione è lo stesso di una decina di giorni fa: un carabiniere in borghese suona il campanello d’ingresso, la ragazza lo fa entrare e non appena il militare esce, cinque colleghi in divisa fanno il blitz nell’appartamento. Tutto secondo i piani, naturalmente. Sono le quattro di ieri pomeriggio e la scena avviene in viale Trieste sotto gli occhi curiosi di residenti e passanti. Stando a chi vive da queste parti la ragazza, di origini orientali, potrebbe essere una prostituta residente al piano terreno del palazzo da diverso tempo. L’appartamento è una casa chiusa. Ieri hanno visto la ragazza uscire di lì accompagnata dai carabinieri, la macchina dell’Arma parcheggiata lungo il viale, poco distante, ad attenderli.
Dalla Compagnia dei carabinieri di Codogno non è ancora stato comunicato nulla riguardo l’operazione, ma il cartello che è stato affisso alla porta nel secondo sopralluogo compiuto ieri sul posto non lascia dubbi sul fatto che ci sia stata: “Locale sottoposto a sequestro ai sensi dell’art. 354 c.p.p.”, si legge. E più in alto l’intestazione: “Legione Carabinieri Lombardia - Stazione Codogno”. L’articolo citato è quello del Codice di procedura penale che consente il sequestro del corpo del reato e delle cose a questo pertinenti nel caso vi sia il pericolo si alterino, disperdano o modifichino. Ingredienti che sembrerebbero esserci tutti. A dire il vero, stando ai residenti, la casa chiusa sarebbe già stata sotto osservazione, oggetto di un precedente controllo a opera della polizia municipale. Qualche tempo fa un’anziana residente aveva lamentato la presenza di un andirivieni sospetto e i vigili urbani erano intervenuti bussando alla porta della ragazza. Senza trovarla però. Altri riferiscono invece di essere certi non sia soltanto una l’inquilina dell’appartamento. Raccontano che ad abitarvi sarebbero due ragazze dell’Estremo Oriente. E poi i bene informati riportano di annunci a luci rosse con l’indicazione dell’appartamento di viale Trieste sia su un periodico locale che via Internet. Tutti elementi che fanno leggere il blitz di ieri come l’ennesimo giro di vite contro la prostituzione in città. L’ultimo era avvenuto nemmeno due settimane fa, in un’abitazione in via Carducci. In quel caso alle spalle della ragazza che si prostituiva, una 35enne di nazionalità cinese, era stata scoperta una vera e propria organizzazione di cinque connazionali, tre uomini e due donne, che si occupavano della locazione dell’immobile, dell’attivazione delle utenze telefoniche usate per reperire clienti, nonché di far pubblicare gli annunci hard.
I cinque erano stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione mentre la giovane donna, irregolare in Italia e domiciliata a Milano, era stata accompagnata in questura a Lodi per l’espulsione.
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