Cavaliere bianco per Airpack ma non tutti i dipendenti resteranno

OSSAGO Un imprenditore vorrebbe acquistare uno dei reparti

L’indiscrezione su un potenziale acquirente dell’azienda Airpack di Ossago è confermata. Al momento non vi è ancora nulla di certo, ma un imprenditore avrebbe formalizzato una manifestazione d’interesse, a quanto pare proponendosi di rilevare però solo una parte anziché tutta la produzione. Da giorni i lavoratori, quaranta in tutto sottoposti a procedura di licenziamento collettivo, presidiano lo stabilimento dandosi il cambio. Non si sono fermati neppure a Pasqua e a Pasquetta. E hanno anzi organizzato un pranzo della resistenza insieme ai propri famigliari e ai sindacati. Persino il parroco di Ossago, don Davide Chioda, e il collaboratore parrocchiale don Angelo Dragoni, si sono uniti al momento di convivialità partecipando al pranzo di Pasquetta.

E a dimostrazione del fatto che la battaglia dei quaranta dipendenti dell’azienda di Ossago è diventata una battaglia del territorio, sempre lunedì un gruppo di lavoratori di Pizza Sprint di Castiglione si è recato sul posto con dei cartoni di pizza che hanno donato ai colleghi di Airpack in segno di solidarietà. Ieri, intanto, il segretario generale della Femca Cisl Lombardia, Roberto Scarlatella, e la segretaria regionale della Filctem Cigl, Luisa Perego, hanno fatto visita ai lavoratori Airpack per sostenerne la causa. «Ringrazio gli amici e colleghi della Cisl, della categoria pensionati e della categoria alimentari. che nella giornata odierna (ieri ndr) hanno portato viveri in supporto ai lavoratori Airpack, che stanno facendo il presidio» sottolinea il segretario provinciale della Femca Cisl Stefano Priori. «Siamo in attesa della convocazione di Regione Lombardia che non è ancora arrivata – interviene la segretaria provinciale Filctem Cgil, Morwenna Di Benedetto -. Abbiamo avuto ufficialmente notizia di una manifestazione d’interesse per il mantenimento del sito produttivo, anche se pare solo di una parte. Andrà discusso, ma potrebbero esserci le condizioni per salvare l’azienda». Se così sarà la forza lavoro andrà probabilmente ridimensionata, accompagnando i dipendenti più anziani alla pensione o attraverso ammortizzatori sociali. Prima le parti dovranno però trovarsi al tavolo in Regione. E la chiamata tarda ad arrivare.

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