La polizia arresta un finto carabiniere alla Muzza di Cornegliano

TRUFFE AGLI ANZIANI È un 19enne di Acerra ma alle spalle ha una banda ben organizzata, derubata una coppia di 80enni, bottino recuperato e foglio di via

Dopo numerose segnalazioni simili giunte alle forze dell’ordine nei giorni scorsi e un grosso lavoro di appostamenti, è finito nella rete della Squadra mobile della Questura di Lodi un 19enne di Acerra (Napoli), formalmente incensurato e disoccupato, che attorno alle 13.15 di ieri 9 marzo si era presentato alla porta di casa di una coppia di ottantenni in via Manzoni alla Muzza di Cornegliano Laudense spacciandosi per carabiniere, con tanto di falso tesserino di riconoscimento e al collo, per essere più convincente, una catena con uno stemma metallico (della Marina Militare, però). Pochi minuti prima la donna era stata contattata sul telefono fisso da un sedicente colonnello dei carabinieri che le spiegava che la sua auto era stata usata «per una rapina a Milano», in realtà mai avvenuta, e che stava arrivando a casa sua un militare per i primi accertamenti. Il giovane puntualmente presentatosi alla porta è riuscito a farsi consegnare un borsellino di tessuto rosso contenente tutti gli ori della famiglia, e circa 400 euro in contanti, mentre il marito della vittima veniva intrattenuto al telefono da un terzo complice del truffatore, che si stava spacciando per maresciallo e che stava convincendo i coniugi a presentarsi al più presto in caserma, lasciando così la casa pericolosamente impresidiata, per il prosieguo delle indagini. Quando il falso carabiniere si è allontanato, al pensionato è venuto un dubbio e ha telefonato a un carabiniere in pensione suo amico, che gli ha aperto gli occhi e gli ha fatto chiamare subito il “112”. Alcune decine di minuti dopo i poliziotti della Mobile hanno notato il giovane di Acerra in una via del quartiere, in atteggiamento sospetto, e hanno recuperato il denaro e l’oro appena sottratti ai pensionati, trovandogli addosso anche un’ulteriore busta contenente 600 euro, la cui origine è da chiarire, oltre al falso tesserino dell’Arma, al distintivo della Marina e, in uno zaino, tre giubbotti di diversi colori e un biglietto del treno da Milano Centrale a Lodi. In tribunale il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere e gli è stato imposto l’obbligo di dimora a Acerra. L’arresto in quasi flagranza di reato per truffa in concorso con ignoti, aggravata dalla minorata difesa (per l’età avanzata) delle vittime. Prossima udienza a maggio. Il questore Pio Russo ha disposto il “foglio di via” dalla provincia di Lodi per i prossimi 4 anni.

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