Cronaca / Centro Lodigiano
Martedì 17 Febbraio 2026
Massalengo: morto sul lavoro in A1 a soli 28 anni, attesa per i funerali
DARIO BOLDIS Lo schianto giovedì scorso, faceva consegne per una ditta di San Martino. Lascia due figli
Era una strada che conosceva bene, che tutte le sere da lunedì e giovedì faceva per raggiungere Bologna per consegnare farmaci e materiale medico. Da un anno lavorava alla Phse e da poco aveva firmato un contratto a tempo indeterminato Dario Boldis, il 28enne di Massalengo deceduto nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 lungo le corsie dell’autostrada
del Sole ad Alseno. Corriere per l’azienda di San Martino in Strada, Boldis, papà di due bambini di 9 e 3 anni e mezzo, stava rientrando verso il Lodigiano quando è avvenuto l’incidente: poco prima della 1 come segnala il Gps che raccoglie i dati di movimento del furgone. Poi il vuoto, il buio, con lo stesso furgone che si è scontrato con un mezzo da cantiere fermo lungo la terza corsia per lavori sulle carreggiate emiliane della A1. Boldis è morto sul colpo, il furgone si è rovesciato dopo l’impatto finendo a metri di distanza. Ma la comunicazione del decesso ai famigliari è stata data diverse ore dopo.
A ieri invece nessuna novità su quando si potrà dare degna sepoltura, se vi sarà un’autopsia per chiarire l’accaduto con la Procura della Repubblica di Piacenza che ha aperto un fascicolo di indagine per far luce sul drammatico e tragico incidente. Appassionato di musica, Boldis in azienda era molto apprezzato per il grande impegno che metteva ogni giorno sul posto di lavoro: oltre al trasporto si occupava anche della lavorazione e appunto, nei primi quattro giorni della settimana, dopo le 20.30 si spostava verso Bologna per effettuare alcune consegne. Poi il rientro a casa, quando ormai la mezzanotte era già scoccata, per ritornare dalla famiglia. Ore e ore di lavoro che gli erano valse un contratto sicuro o comunque che dava una prospettiva futura per sé e per la propria famiglia: ad Alseno però la giovane vita di Boldis si è interrotta, spezzata dal tragico incidente sul quale però aleggiano ancora tanti interrogativi. Così come risposte vuole anche la moglie Serena, subito mossasi nella notte tra mercoledì e giovedì per capire come mai il marito non rispondeva al telefono. «Stiamo aspettando delle risposte, non so più nulla, non so quando potrò salutare mio marito – racconta –. L’incidente è avvenuto il 12, siamo al 16». (ha collaborato Nicola Agosti)
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