
Cronaca / Centro Lodigiano
Martedì 22 Febbraio 2011
Per 11 famiglie la casa resta un sogno
Le “vittime” della Garibaldina: «Non possiamo neppure riunirci»
Lasciati lì, fuori casa, abbandonati a se stessi. Il loro “sogno”, la villetta che si è mangiata i risparmi di una vita, è lì a pochi passi. Loro però non ci possono entrare. E guardano sconsolati quella distesa di villette vuote, con il cellophane al posto delle finestre. «Dovrebbero chiamarla via Vittime della Garibaldina» prova a esorcizzare qualcuno. Anche perché la realtà, per le undici famiglie coinvolte a Casaletto Lodigiano dal crack della cooperativa Garibaldina, è al di sopra di ogni incubo. Il dramma è partito nel 2004 quando sono iniziate le assegnazioni nel nuovo quartiere di edilizia convenzionata. Il costo iniziale era di 140-150 mila euro e qualcuno è arrivato a versarne più dell’80 per cento. Senza rogito, però, non sono proprietari e di fatto non hanno nulla in mano. A parte il faldone che racconta la loro “odissea” fatto di mappe catastali, perizie e prove dei versamenti, oltre alla possibilità di stare in strada a guardare le loro villette incomplete che rischiano di diventare dei ruderi. L’intonaco si sta staccando in molti punti, in altri si scorge il muschio nato con l’umidità perenne e il giardino si è trasformato in una discarica a cielo aperto. Le famiglie hanno messo dei cellophane al posto di porte e finestre e si sono unite nel Comitato Vittime della Garibaldina per fare rumore. La cooperativa nel frattempo è ufficialmente fallita per una situazione finanziaria insanabile e ora i soci non sanno più con chi prendersela. I commissari liquidatori, chiamati dal tribunale a gestire il fallimento della società e i cantieri della cooperativa attiva anche a San Giuliano e San Zenone, non rispondono alle loro richieste di incontro. «L’ultima in ordine di tempo è stata il 31 gennaio scorso, fissata con l’avvocato Silvia Valenti - spiega Paolo Cottini, memoria di ferro della vicenda, eletto presidente del Comitato - : eravamo stupiti perché non l’incontro non era stato rimandato come al solito. E invece...». E invece quando sono arrivati in comune l’avvocato non c’era. «Ci ha anche detto che non abbiamo nessun diritto di organizzare queste riunioni ed è assurdo» spiegano ancora. Assurdo che, a quattro anni dall’inizio dell’incubo, nessuno dia loro una risposta. «Senza contare che nel luglio 2010 ci è stata proposta un’ipotesi di trattativa che eravamo disposti ad accogliere - continuano - : ora chiediamo solo di discuterne». Prevedeva che le case fossero valutate secondo valori di mercato da cui sarebbe stato tolto quanto già versato. Una volta perfezionato l’acquisto, i soci avrebbero potuto dare mandato ad una nuova impresa di chiudere i lavori. Un’operazione che in molti casi potrebbe costare oltre 80 mila euro e che porterebbe le famiglie a pagare le loro case due volte. Filadelfo Stuto ha versato 113 mila per acquistare la sua villetta, frutto di una vita di lavoro. Ora sta in affitto e dei mobili comprati per la sua casa non sa che farsene. Per Boris, quella di Casaletto era la casa delle nozze, un’unione rimandata per tre anni e per tre volte perché la cooperativa prometteva di riprendere i lavori e di concludere le case. Boris ha perso tutto: caparra del ristorante, mobili su misura, anche il bonus della Regione per le “Giovani Coppie” a cui aveva diritto. Alla fine, sono stati proprio gli amici vittime della cooperativa a costringerlo a sposarsi. Per vivere, però, ha dovuto comprare una nuova casa a Gerenzago. «Forse il problema è nessuno di noi è amico di un politico - si sfoga Giuseppe Caggiati, 130 mila euro già versati, più altri soldi spesi per una perizia legale dell’immobile - :l’Affittopoli a Milano spopola e noi non possiamo entrare in una casa che abbiamo pagato». Hanno anche pensato di entrarci abusivamente, infischiandosene delle regole. Il rischio però è che qualcuno chieda loro il conto. E i problemi che hanno sono sufficienti. Le vittime della Garibaldina però non si arrendono e continuano a chiedere aiuto. Vogliono le loro case e non demordono. E se la trattativa non dovesse andare a buon fine, restano solo le vie legali, con chissà quali tempi.
Le villette sono a Casaletto, abbandonate da anni. Le hanno pagate quasi per intero, ma non ci possono entrare. La nuova casa è diventata un incubo per undici famiglie, vittime del fallimento della cooperativa Garibaldina
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