
Cronaca / Centro Lodigiano
Martedì 11 Febbraio 2025
Sant’Angelo: tutti assolti per il saluto romano in piazzale Ramelli - IL VIDEO
LA SENTENZA In tre erano sotto processo a Lodi per la manifestazione dell’8 luglio del 2023. Ma la motivazione è per «insufficienza di prove»
Sant’Angelo Lodigiano
Il tribunale di Lodi questa mattina 11 febbraio ha assolto “per insufficienza di prove” che abbiano abbiano commesso i reati i tre uomini che nelle scorse settimane erano stati rinviati a giudizio accusati di aver violato sia la Legge Scelba (1952) che sanziona atti tesi alla ricostituzione del Partito fascista sia la più recente Legge Mancino (1993) che punisce chi, in forma singola o associata, promuove la discriminazione per etnia o altre caratteristiche personali.
In tre a processo per il saluto romano, assolti. Le altre notizie del giorno www.ilcittadino.it. Video di Lorenzo Rinaldi
La Digos aveva filmato sei persone che con certezza avevano alzato il braccio destro sotto la targa che denomina piazzale Ramelli a Sant’Angelo Lodigiano, la sera dell’8 luglio del 2023, compleanno dello studente vicino all’allora Msi che era stato massacrato a colpi di chiave inglese a Milano nel 1975, quando aveva 19 anni, da giovani vicini ad “Avanguardia operaia”. Erano stati però riconosciuti tramite filmati solo due degli uomini che avevano alzato il braccio destro dicendo “presente!” e uno degli organizzatori che aveva gridato loro “Camerata Ramelli”, per tre volte. Gli imputati erano un 46enne di Sant’Angelo, un 57enne bresciano e un 67enne pavese. Secondo il tribunale, pur in un quadro di violazione del principio costituzionale che vieta la ricostituzione del Partito fascista, il contesto, per la scarsa partecipazione, 30 persone compreso qualche minorenne, e la sostanziale assenza di pubblico, è stato inidoneo ad attuare il tentativo di ricostituzione sanzionato dalla legge Scelba. Così come secondo il collegio penale le indagini non hanno dimostrato che la partecipazione con queste modalità alla manifestazione, organizzata da Rete dei Patrioti, Lealtà Azione e Casa Pound, abbia espresso finalità discriminatorie, che si ritengono non siano state documentate negli atti costitutivi delle associazioni promotrici della serata.
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