«Con la conversione del cuore il Signore ci offre la riconciliazione»

CASALPUSTERLENGO Venerdì 13 marzo si è svolta la Statio vicariale presieduta dal vescovo Maurizio a conclusione della giornata di preghiera e digiuno per la pace

Casalpusterlengo

«Il vero grazie che Dio si aspetta da noi è fermare con lui la lebbra del peccato». Lo detto ieri sera, nella chiesa dei Santi Bartolomeo e Martino di Casale, il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti, prima di presiedere la Statio Vicariale fino al Santuario della Madonna dei Cappuccini, che ha concluso la giornata di preghiera e digiuno per la pace voluta dai vescovi italiani accogliendo gli appelli accorati di Papa Leone XIV. «Come chiamò San Francesco, il Signore chiama noi alla conversione del cuore e ci offre la riconciliazione», ha detto monsignor Maurizio Malvestiti, per poi sottolineare la familiarità del santo di Assisi con la città, che ospita i Cappuccini.

«Il grazie che il Signore attende, per essere liberati dalle debolezze del nostro passato, è l’inginocchiarsi nella Confessione con sincero pentimento per essere sciolti da tradimenti, ambiguità, menzogne e persino corruzione, inevitabile se invece che alla carità cediamo allo sfruttamento di persone e cose. Non posso minimizzare il male che può irretirci se ci allontaniamo da Cristo. Gli olocausti del secolo scorso avevano già dato prova degli impensabili livelli di abiezione umana che si possono raggiungere, ma si ripetono nei genocidi contemporanei. Non possiamo sostituire al Dio liberatore gli idoli dell’avere e del potere; il loro inganno è confermato dalla storia, quando prevale l’io al noi».

Nel giorno in cui tutti hanno pregato per la pace, monsignor Malvestiti ha spiegato che «per fermare le guerre, per dare profondità alla nostra supplica di pace, oltre a preghiera e digiuno dobbiamo inginocchiarci nella confessione per consentire alla giustizia di sprigionarsi nel mondo. Se si nasconde e nega il peccato, la malattia invade tutto». Quindi la raccomandazione, durante il cammino, di meditare «sui quattro verbi che ci consegna il Vangelo di oggi, che si compiono nella Confessione: andare incontro a Gesù, gridargli “abbi pietà”, presentarsi ai sacerdoti per esser purificati, ringraziare Dio per approdare alla carità verso i piccoli, i poveri, gli emarginati. Il vero grazie che Dio si aspetta è fermare con lui la lebbra del peccato, impedendo che avveleni corpo, anima e società».

Il cammino è stato accompagnato dalla testimonianza di San Francesco. Poi, nella chiesa dei Cappuccini, prima delle confessioni, il vescovo di Lodi ha raccomandato di non dimenticare «il bacio di Francesco al lebbroso che ha voluto imitare Gesù Cristo che ha in serbo per noi il bacio della misericordia, anticipato in ogni confessione che trasfigura le amarezze dell’esistenza in dolcezza divina».

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