Dal perdono di Dio una grazia capace di cambiare il mondo

Ieri sera la Statio penitenziale per il vicariato di Casale guidata dal vescovo Maurizio

Casalpusterlengo

«Il perdono, ci dice il Vangelo di Cristo, è la sola risorsa sempre attuale, sicura, decisiva per la famiglia umana: accostandoci al perdono di Dio iniettiamo nel mondo questa grazia vitale che lo cambia». È il messaggio offerto ieri dal vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti che - affiancato dal vicario foraneo don Pierluigi Leva, in comunione con gli altri fratelli nel sacerdozio che non ha mancato di ringraziare - ha presieduto la Statio penitenziale giubilare della comunità del vicariato di Casalpusterlengo. Al seguito della croce, stretta tra le mani del pastore della diocesi di Lodi, i fedeli delle 23 parrocchie del vicariato hanno condiviso il cammino di preghiera e canto che dalla chiesa parrocchiale dei Santi Bartolomeo e Martino li ha condotti al santuario della Madonna dei Cappuccini, una delle chiese giubilari diocesane. Qui infine hanno potuto accostarsi al sacramento della riconciliazione e ricevere la benedizione impartita dal vescovo Maurizio. E l’indulgenza (in sussistenza delle condizioni previste, a partire dal sacramento della Riconciliazione).

Ma prima di intraprendere come «segno di speranza» il percorso lungo le vie della città, metafora delle strade della vita, monsignor Malvestiti ha interpellato le coscienze: «Non fuggiamo un po’ dal mondo?», ha detto riferendosi alla guerra in Ucraina, in Medio Oriente, ma anche ai disagi familiari, economici, sociali. E richiamando il brano evangelico del figliol prodigo il vescovo Maurizio ha osservato: «Se la casa è il cuore del Padre, chi tra i figli era fuori casa? La risposta amara è il figlio maggiore che infatti non entra alla festa, ma è il Padre ad uscire da lui: come non essere anche noi Chiesa in uscita? Come non essere Chiesa pellegrina tra le miserie umane?». Monsignor Malvestiti ha concluso: «Col nostro silenzio, con il nostro canto, consolandoci vicendevolmente nella Speranza che non delude, rendiamo grazie fratelli e sorelle e promettiamo di non peccare più, con la Grazia di Dio, vivendo in pace con il Padre, con i fratelli e le sorelle tutti».

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