Diocesi, la carità quaresimale per l’emergenza abitativa
RACCOLTA FONDI A favore dell’acquisto di strutture per persone fragili e senza dimora
Lodi
Nuovi spazi abitativi per far fronte ai bisogni della fragilità. In tempo di Quaresima, la diocesi di San Bassiano invita le famiglie a vivere questo momento come un tempo di riconciliazione, autenticità e carità operosa perché, come ha sottolineato il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, «solo la carità ha futuro». Futuro da cui può fiorire un’umanità nuova. Quest’anno la Fondazione Caritas Lodigiana dedicherà la carità quaresimale all’acquisizione di urgenti spazi abitativi - spiega il direttore Antonio Colombi -. Abitare la carità è infatti una proposta necessaria per i senza dimora cronici ma anche per quanti, pur lavorando, non riescono a trovare casa. Nessuno viva, nessuno muoia fuori casa».
Le offerte, come da consuetudine, verranno raccolte durante la quarta domenica di Quaresima, il 15 marzo 2026, per essere consegnate al vescovo Maurizio in quella seguente, il 22 marzo. «La Quaresima è tempo di ritorno a Dio e di rinnovata responsabilità verso i fratelli - ha sottolineato monsignor Malvestiti durante la celebrazione mercoledì scorso in Cattedrale con il rito delle imposizioni delle Ceneri in cattedrale, che ha aperto il cammino quaresimale della nostra diocesi -. Preghiera, digiuno e carità diventano così vie concrete per arginare la fragilità umana e liberare nella società una “civiltà dell’amore” capace di farsi prossimo». Proprio con questo spirito nasce l’impegno diocesano per il diritto all’abitare: una scelta che interpella tutta la comunità cristiana e invita ciascuno a sostenere, con gesti piccoli e grandi, le persone che vivono un’emergenza abitativa permanente nel territorio diocesano. Una ferita che chiede risposte immediate e coordinate. Il tema dell’accoglienza dei senza dimora, come ha ricordato il vescovo Maurizio in occasione del recente incontro con gli operatori Caritas a Casa Regina Pacis, è quello «su cui serve dare un segnale ulteriore, per questo sono grato ai volontari che sette giorni su sette operano nella mensa diocesana, e aiutano fornendo viveri e coperte ai senza tetto». Secondo le stime più recenti i senza fissa dimora a Lodi sono almeno un centinaio, i posti letto attualmente disponibili solo la metà. «Dobbiamo dire la nostra in favore di una integrazione dell’accoglienza e fare il possibile, un ulteriore passo concreto per queste persone», ancora il pastore della diocesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA