«Il mondo si può cambiare solo se ci si apre a Dio e agli altri»
L’INCONTRO Da Maleo al santuario di Camairago il pellegrinaggio dei giovani accolti dal vescovo Maurizio
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Camairago di Castelgerundo
A passo spedito ma pieno di gioia, tra le campagne della Bassa con le torce come unica fonte prossima di luce. Più in alto invece la luna a rischiarare la notte come simbolo anche della fede che tiene ogni giorno viva la speranza nel futuro. Si è concluso al santuario della Madonna della Fontana di Camairago di Castelgerundo il pellegrinaggio proposto dall’Ufficio pastorale giovanile: “Sotto la stessa luce. In cammino con Maria” il nome dato all’appuntamento, il primo per i giovani del nuovo Anno pastorale, che ha preso il via dall’oratorio di Maleo. Approdo al Saccello del santuario recentemente restaurato dove giovani, sacerdoti e accompagnatori sono stati accolti prima di raggiungere il santuario recitando il Rosario.
«Siete colmi di futuro, ma anche di ansia – ha esordito il vescovo Maurizio rivolgendosi ai giovani -. Non è solo angoscia sofferta ma positiva che resiste alla tristezza. Ho ricevuto una confidenza da un giovane una volta, il quale diceva “credevo di non credere e invece credevo”. Questo timore di non credere è molto fecondo, ci fa patire ma ci fa percepire una chiarezza interiore sul senso, sul perché del nostro essere, del nostro desiderare: la chiarezza verrà e con essa la libertà e la felicità».
Chi, ha ricordato il vescovo Malvestiti, ha vissuto «la dimensione notturna del vivere in pienezza avanzando in ogni sua ora fino al compimento è Maria. Sfidando le notti con incrollabile fede, speranza, carità. Più meritevoli e benedetti sono i pellegrini della notte. L’essenziale per ogni uomo e per ogni donna dove sta? Le nozze di Cana ci dicono che la sintesi, l’essenziale, è una festa nuziale. Attraverso il limite la nostra vita procede e già sperimenta la festa di nozze che ci attende per sempre. Se ascoltiamo saremo nella sovrabbondanza perché tutto viene dall’Amore Trinitario, la creazione e la redenzione». Inizio delle nozze nella fede rappresentato dal Battesimo.
«L’Eucaristia poi le compie e nel sacramento del perdono – ha aggiunto il pastore della diocesi - ravviviamo l’amore per ricordare il “per sempre” perché la vita funziona se ci consegniamo senza riserve, senza misura, senza rimpianto». Infine, un richiamo ai giovani, non solo quelli presenti ma anche a chi non ha potuto presenziare, partendo dalle parole pronunciate da Papa Leone XIV durante la visita a Sant’Angelo. «Disse “grazie per la pazienza che è segno di speranza” – ha concluso monsignor Malvestiti -. Sotto lo sguardo di Maria voglio ricordarvi che voi potete cambiare il mondo, noi vi aspettiamo senza demordere. Noi vi aspettiamo, ma si cambia il mondo solo se ci si lascia trafiggere dall’amore, se ci si apre a Dio e agli altri. Perseverando in ogni notte, quando la vita sembra ingrata, se c’è questa apertura avrete la dolce certezza che a vincere nel mondo, come dice la Scrittura, è anche oggi la fede in Cristo».
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