Il vescovo affida alla Vergine
le famiglie e il mondo del lavoro

CASALPUSTERLENGO Monsignor Malvestiti al Rosario itinerante con la sosta all’Unilever

Un operaio si dirige a passo svelto verso i tornelli Unilever, mentre un altro resta fuori fino all’ultimo minuto. Accende una sigaretta e fuma appoggiato a un lampione. Sono le 21.30. È il cambio di turno. Prima d’infilarsi nel cancelletto girevole il giovane fumatore si volta a guardare la folla nel parcheggio lì accanto, dove dalle 21 è iniziata la recita del rosario organizzata dalle quattro parrocchie della comunità pastorale di Casale. «Un momento semplice ma che vuole esprimere vicinanza a tutto il mondo del lavoro» dice il vescovo Maurizio passando in rassegna le crisi occupazionali che stanno interessando il territorio: a Casale, Castiglione, Ossago, Tavazzano. Sono oltre un centinaio le persone radunate a cerchio nel piazzale. Un gruppo di parrocchiani con le chitarre intona canti liturgici. Alcune anziane sistemano le sedie che hanno portato da casa, si accomodano e snocciolano il Rosario tra le mani. Ci sono il parroco della parrocchia di San Bartolomeo, don Pierluigi Leva, con don Andrea e don Ernest, e quello dei Cappuccini Fra Giancarlo Martinelli con due confratelli. I segretari di Cgil e Cisl, Morwenna Di Benedetto e Stefano Priori, che hanno condotto la battaglia sindacale in difesa del Centro di Ricerca e Sviluppo Unilever, conclusasi con la firma dell’accordo.

E poi i rappresentanti delle Acli, dei Pensionati Cisl, il vicesindaco Piero Mussida a fianco del presidente del consiglio comunale Alessandro Dragoni e del consigliere Samuele Seresini. Dai banchi dell’opposizione Massimo Pagani, Tea Valendino ed Ernesto Danelli. C’è il responsabile della Pastorale sociale e lavoro della diocesi di Lodi, Riccardo Rota. L’edicolante Gigio. I dipendenti Unilever. «La diocesi di Lodi è qui stasera perché crede nella preghiera quale forza superiore che muove la storia, interpellando le coscienze – dice il vescovo Maurizio al termine del Rosario -. Si mette al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie in comprensibile apprensione per il proprio sostentamento, facendo appello ai datori di lavoro e alle pubbliche istituzioni, alle organizzazioni sindacali e ad ogni altro organismo di tutela affinché si dia verità e concretezza alle trattative in atto per scongiurare la perdita di posti di lavoro. Non sia un passaggio formale per confermare decisioni già stabilite. Il lavoro è la grammatica della società». Quindi, prima di augurare a tutti una “buona notte”, ricorda «il mitissimo Papa Leone» che «sta diventando sempre più forte» e il suo monito contro le follie del mondo: nella notte la preghiera semina un seme di giustizia e di carità sociale per il futuro delle nuove generazioni chiedendo lavoro dignitoso per tutti. Si sono già fatte le dieci. È ora di andare a dormire. Ma non per i lavoratori Unilever che hanno attaccato il turno di notte.

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