«Il Giubileo dischiude le vie della pace» - Il video integrale. Lunedì lo speciale sul «Cittadino»
Chiesa La Santa Messa celebrata dal vescovo monsignor Maurizio Malvestiti per la chiusura dell’anno Santo
Lodi
Il Giubileo dischiude le vie della pace. Lo ha affermato il vescovo di Lodi domenica pomeriggio in cattedrale presiedendo la solenne celebrazione per la chiusura del Giubileo della Speranza, indetto da Papa Francesco e chiuso dal suo successore al torno di Pietro, Papa Leone XIV.
Il rito, in un duomo gremito, con fedeli, sacerdoti, cantori, autorità, è iniziato con la processione verso l’altare, chiusa da monsignor Maurizio Malvestiti. Prima di lui i seminaristi e i tanti sacerdoti impegnati nella diocesi di Lodi, tra gli altri il vescovo emerito monsignor Giuseppe Merisi, il vicario generale monsignor Bassiano Uggè, il parroco di Codogno monsignor Gabriele Bernardelli, il parroco di Sant’Angelo monsignor Enzo Raimondi e il parroco di Casalpusterlengo don Pierluigi Leva.
In prima fila il sindaco di Lodi, Andrea Furegato, il prefetto Davide Garra, il presidente del tribunale Angelo Gin Tibaldi, la consigliera regionale Roberta Vallacchi e i rappresentanti delle forze di polizia e della guardia di finanza,
Il vescovo nella sua omelia ha fatto riferimento ai due pontefici che hanno aperto e chiuso le porte sante di Roma e al pellegrinaggio compiuto dai lodigiani lo scorso settembre nella città santa.
Poi ha parlato della pace, con particolare attenzione ai tanti conflitti del mondo e a quella striscia divenuta tristemente nota.
Non sono mancati i passaggi locali, a partire dal tema delle povertà, dell’emarginazione e delle solitudini che viviamo anche nelle nostre città e nei nostri paesi. E poi la casa, intesa come elemento di dignità.
Non è sempre facile essere cristiani oggi, in questo mondo, ha sottolineato monsignor Malvestiti, che pure ha in qualche modo invitato alla speranza e all’obbedienza a Dio.
Particolare cura, da parte del vescovo, per il tema della famiglia e dell’inverno demografico. Se da un lato ci sono evidenti problemi economici che spingono molti giovani a non fare figli, esiste tuttavia anche un elemento culturale, una minor predisposizione ad accogliere bambini e bambine, che deve interrogare tutti.
Monsignor Malvestiti, chiudendo l’omelia, ha fatto cenno alla sua imminente partenza per il pellegrinaggio diocesano in Tunisia sulle orme di Sant’Agostino, che lo terrà lontano da Lodi alcuni giorni, compreso il primo dell’anno, quando tradizionalmente si prega per la pace. Una preghiera che, ha assicurato il vescovo, tuttavia non mancherà, perché il mondo ha bisogno di pace e, volendo richiamarci all’Anno Santo che va a chiudersi, la pace è una speranza per tutto il mondo e per tutti gli uomini.
Sul Cittadino di lunedì 29 dicembre due pagine con le immagini e il racconto della giornata
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