La preghiera della diocesi per il suo pastore
LA RICORRENZA L’11 ottobre 2014 l’ordinazione episcopale di monsignor Malvestiti
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Lodi
La ricorrenza dell’anniversario dell’ordinazione episcopale torna sempre lieta, perché la grazia data al Pastore fluisce sul popolo a lui affidato. È festa, dunque, festa del capo e delle membra dell’unico corpo. E quest’anno la ricorrenza è “tonda”, cadendo proprio di domenica, e in tutte le parrocchie e comunità della Chiesa di San Bassiano nella celebrazione eucaristica si pregherà coralmente per il nostro Vescovo Maurizio. È preghiera di ringraziamento, di supplica, di augurio, come ci suggerisce la liturgia: “Dona, o Signore, al tuo servo Maurizio, che nella successione apostolica hai posto a guidare il tuo gregge, uno spirito di consiglio e di fortezza, di scienza e di pietà, perché, governando fedelmente il popolo a lui affidato, edifichi nel mondo la tua Chiesa, sacramento di salvezza”. Una preghiera anche un po’ interessata, reciprocamente, visto che solo insieme pastore e gregge possono raggiungere la vita eterna.
Il salmo responsoriale di questa domenica ci presenta il buon pastore che “unge di olio il mio capo”. La mistica unzione ricevuta dal Vescovo proprio sul capo l’11 ottobre 2014 nella basilica papale di San Pietro è sorgente di fecondità del suo ministero. “Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza”, prega ancora il salmo. Il pastorale, “baculus”, è segno del ministero di guida del vescovo. “Baculus” è il vincastro del salmo 22. Al riguardo lascio la parola a Benedetto XVI nell’omelia di conclusione dell’anno sacerdotale del 2010. Una citazione lunga ma che merita di essere riportata per intero, ispirando pensieri in questo gioioso anniversario: “Il pastore ha bisogno del bastone contro le bestie selvatiche che vogliono irrompere tra il gregge; contro i briganti che cercano il loro bottino. Accanto al bastone c’è il vincastro che dona sostegno ed aiuta ad attraversare passaggi difficili. Ambedue le cose rientrano anche nel ministero della Chiesa, nel ministero del sacerdote. Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l’uso del bastone può essere un servizio di amore. Oggi vediamo che non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via. Al tempo stesso, però, il bastone deve sempre di nuovo diventare il vincastro del pastore – vincastro che aiuti gli uomini a poter camminare su sentieri difficili e a seguire il Signore”.
“Tutto posso in colui che mi da la forza”: è ancora la parola del Signore di questa domenica ad accompagnare l’anniversario del nostro Vescovo. La missione del pastore è letteralmente formidabile, ma la grazia ricevuta è più forte di qualsiasi ostacolo. “Sì, lo voglio” ha promesso il Vescovo Maurizio quel giorno, ben nove volte, e l’ultima specificando “con l’aiuto di Dio”. E dunque “non temo alcun male, tu sei con me”. Bello riascoltare proprio in questa occasione la professione di fiducia di San Paolo che fece propria la nostra Santa Francesca Saverio Cabrini. E il pensiero corre allora alla storica visita di Papa Leone XIV a Sant’Angelo, propiziata dal nostro Vescovo Maurizio, nella terra natale della Santa, lodigiana e americana insieme. Grazie, Eccellenza, per aver portato Pietro nella nostra terra!
L’augurio della colletta di questa domenica – non stancarsi mai di operare il bene – sia anzitutto per lei, nella impegnativa missione episcopale. Il Vangelo di oggi evoca un legame sponsale che mi consente di rimediare a questa sorta di omelia prolissa, un po’ noiosa e perfino raffazzonata, con un augurio tanto affettuoso, riconoscente, fedele, perché, insomma, lei è nostro e noi siamo suoi. Non è decorativo l’anello episcopale che da quell’11 ottobre 2014 lei porta al dito. E per questo ogni anno finiamo per dirle con il cuore che, in definitiva, anche se non le mancano le tribolazioni, le vogliamo bene! Grazie, di tutto! Ad multos annos!.
* Vicario generale della diocesi di Lodi
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