Nella festa di San Giuseppe appello alla pace e per il lavoro
CARMELO La celebrazione presieduta dal vescovo Maurizio
Lodi
La solennità di San Giuseppe, custode della paternità di Dio, è stata celebrata ieri al Carmelo di Lodi con il vescovo Maurizio. Nella casa delle carmelitane, che porta il suo nome. «Voi, suore carmelitane che avete scelto San Giuseppe come patrono della vostra casa, siete chiamate a imitare la sua testimonianza, nel silenzio della conversione quotidiana alla continua preghiera affinché lo Spirito Santo vi faccia approdare alla contemplazione a beneficio di tutta la Chiesa, in particolare dei piccoli, dei poveri e degli ultimi - ha detto il presule -. La vostra santità passa per questa via stretta. Per questa piccola via. Perché voi possiate diventare un appello alla santità alla quale siamo chiamati tutti».
«La grata vi unisce a Dio, ma vi unisce anche al mondo per insegnarci la continua ricerca di Gesù», ha sottolineato il pastore della diocesi. «La grata non vi distanzia: vi avvicina al mondo e al cuore dei suoi problemi. La vostra preghiera vi porta oltre la grata con la mente e il cuore. Vi porta alla vicinanza e alla prossimità con tutta l’umanità»
“Abitare la carità” è l’impegno assunto dalla diocesi di Lodi per il tempo forte della Quaresima, tempo di ritorno a Dio e di rinnovata responsabilità verso i fratelli: un impegno da assumere con perseveranza, proprio come fecero Maria e Giuseppe. «Grazie alla loro preghiera noi riusciremo a trovare una casa per tutti. Saremo fedeli a questo impegno se imiteremo la fede di Giuseppe e Maria. Riusciremo a trovare casa per tutti con la nostra solidarietà se, dall’esempio di Maria e Giuseppe, impareremo a custodire la speranza».
Due sono le intenzioni che monsignor Malvestiti ha affidato alle religiose carmelitane: «Entrambe stanno a cuore a San Giuseppe: la pace e il lavoro - ha detto il vescovo Maurizio -. Accogliendo l’appello di Papa Leone, i vescovi italiani hanno scritto una nota dal titolo: “Educare a una pace disarmata e disarmante”. Con San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, preghiamo per la Chiesa in Terra Santa e in Ucraina e per la piccola comunità cristiana in Iran e per ogni popolo che vive la guerra. I cristiani siano i primi tessitori della pace universale». E il secondo appello, il vescovo Maurizio l’ha rivolto ai datori di lavoro e alle istituzioni perché possano tutelare i diritti dei lavoratori in un’autentica alleanza sociale: «Nella nostra diocesi sono diversi i contesti lavorativi colpiti da una riduzione dell’occupazione. E tutto ciò grava sul sostentamento di numerose famiglie e mette a rischio la concordia sociale che, senza il lavoro, viene compromessa». Il lavoro, ha rimarcato monsignor Malvestiti, «è un diritto primario e universale, ma anche una garanzia di pace sociale». A concelebrare la liturgia eucaristica presieduta dal vescovo Maurizio, don Flaminio Fonte e don Dino Monico, incaricati della assistenza spirituale al Carmelo di Lodi, e i sacerdoti del Seminario coi giovani alunni che hanno animato la liturgia guidata dal Rettore, don Anselmo Morandi.
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