
Oggi l’apertura del Giubileo diocesano GUARDA LA DIRETTA
Lodi Alle 16 la partenza del corteo dalla chiesa di San Filippo e la cerimonia in cattedrale
Lodi
Capitano quei giorni in cui sentiamo il cuore stretto in una morsa, in cui ci guardiamo alle spalle e vediamo un cammino accidentato, fatto di una moltitudine di fallimenti. Capitano quei giorni in cui ci sentiamo smarriti, vuoti, e sembra che anche il sole più splendente non riesca a riscaldare il nostro cuore. Proprio per quei giorni arriva il Giubileo. Arriva a spalancare le porte per far entrare la luce del sole, il calore di un abbraccio, arriva ad asciugare con dolcezza una lacrima.
Un Giubileo per ricordarci che la speranza non muore e che possiamo sempre rialzarci. Per ricordarci che possiamo ritrovare quel nocciolo di noi stessi che abbiamo conservato, in qualche modo, ritrovare il centro del cuore che non tratta con le parole e non è toccato dal tempo. Proprio per questo motivo il Giubileo non si rivolge soltanto ai cristiani, che trovano risposta a questa speranza nell’abbraccio di Cristo, ma a tutta l’umanità, perché non smetta di sperare contro ogni speranza.
Sant’Agostino, citato da Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo, scrive: «In qualunque genere di vita, non si vive senza queste tre propensioni dell’anima: credere, sperare, amare». Propensioni irriducibili dell’anima, di ogni anima, anche la più distante dal Dio del cristianesimo.
Papa Francesco ha ribadito questa vocazione dell’anima durante l’apertura della Porta Santa a Roma, pochi giorni fa: il momento che sancisce l’inizio dell’anno Giubilare che sarà declinato tra poche ore in ogni diocesi del mondo, per affermare insieme l’unità e l’universalità del cristianesimo.
Anche a Lodi, il vescovo Maurizio si appresta a celebrare l’apertura ufficiale dell’anno Giubilare, con la cerimonia che si terrà domenica 29 dicembre in Lodi. Si comincerà alle ore 16 presso la chiesa di San Filippo in corso Umberto, dove si aprirà la liturgia e ci sarà l’annuncio solenne del Giubileo, quindi i fedeli proseguiranno in processione verso la Cattedrale, dove proseguirà la celebrazione eucaristica.
La celebrazione dell’Eucarestia che per i cristiani è segno vivente della speranza, rendendo i fedeli testimoni di un evento di redenzione che si è compiuto una volta per sempre, continuando a rinnovarsi ogni giorno nel cuore di ciascuno. Uno sguardo d’amore divino che chiama a una risposta d’amore, come ha detto il Pontefice a Rebibbia: «Anche nelle situazioni più difficili – ognuno di noi ha la propria, più facile, più difficile, penso a voi – sempre il cuore aperto; il cuore, che è proprio quello che ci fa fratelli. Spalancate le porte del cuore. Ognuno sa come farlo. Ognuno sa dove la porta è chiusa o semichiusa. Ognuno sa».
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