«San Giovanni, maestro di umiltà»
MERLINO La tradizionale Messa al Calandrone presieduta dal Vescovo Maurizio
Lettura 1 min.«Con questa calura le indulgenze aumentano e diventano tutte plenarie». Così ha scherzato – ma non troppo – monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, che ieri mercoledì alle 18 ha presieduto la Messa al santuario del Calandrone in Merlino, nella solennità della Nascita di San Giovanni Battista. «Celebrare Giovanni non offusca Gesù – ha spiegato il vescovo -. Giovanni è la voce, ma Cristo è la parola. Giovanni è l’amico, Gesù è lo sposo. Il motivo della sua grandezza sta nell’aver preparato la via al Signore: lo ricordiamo come il Battezzatore ma anche come il Precursore. E ha fatto questo fin nel martirio». Per questo ha sottolineato: «Giovanni ha sfidato i potenti del suo tempo. È grande non a parole ma in umiltà. Spesso anche noi desideriamo i primi posti e rimaniamo feriti quando ciò non avviene. A volte la vita stessa non ci dà quello che chiediamo e noi ci indigniamo. San Giovanni ci insegna questa umiltà. Che non è apprezzata in questo tempo, un tempo in cui si desidera arrivare senza fatica. Invece l’umiltà è la misura, ci difende dagli scherzi del potere, che possono condurci alla reale rovina. Il potere e l’avere ci illudono, ma non ci danno la pienezza di vita. L’umiltà insieme alla santità è la sfida che siamo chiamati ad offrire alla storia». Ha quindi citato le parole di Papa Leone in Spagna: «Una manciata di tiranni non potrà prevalere sulla moltitudine di uomini e donne che amano la verità, la giustizia e la pace». Proprio a Papa Leone, il vescovo ha espresso un grazie speciale per la sua visita a Sant’Angelo e ha annunciato che domenica prossima sarà lui stesso a Sant’Angelo per la Messa delle 10.30. «Convocherò idealmente l’intera terra lodigiana per rendere grazie a Dio perché non dimenticheremo certo questa visita che abbiamo ricevuto. Ed esorterò tutti, sull’esempio anche del Precursore, a camminare sui sentieri dell’unità della pace. Per i credenti, unità e pace portano il nome di Cristo Gesù». E nella benedizione, il vescovo ha ricordato in modo particolare ammalati e sofferenti. Erano presenti il prefetto Davide Garra, il nuovo sindaco di Merlino Giuliano Sottoriva e il predecessore Giovanni Fazzi, diversi sindaci del Lodigiano e del Milanese, la consigliera regionale Roberta Vallacchi ed esponenti di associazioni del territorio. Hanno concelebrato il parroco don Francesco Bergomi, il vicario locale don Gianfranco Rossi e i collaboratori; ha cantato il coro parrocchiale ed erano presenti anche i volontari dell’Unitalsi. Al Calandrone ieri i pellegrini si sono succeduti per tutta la giornata, a partire dalla Messa delle 5, fino a quella delle 21 celebrata dal novello sacerdote don Marco Dellanoce. Nel suo saluto, il sindaco Sottoriva ha ringraziato i ragazzi che dall’alba sono stati in servizio e tutti i pellegrini, compresi quelli del Cammino di San Giovanni, e ha espresso la volontà di lavorare per «una comunità accogliente, inclusiva, laboriosa, solidale e capace di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici».
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