Vita consacrata, la docilità allo Spirito
per il bene della comunità

CHIESA La celebrazione ieri in cattedrale

«A voi religiosi e religiose affido la terza tappa dell’itinerario Sinodalità e Santità dedicato alla Carità che non avrà mai fine». Questo il messaggio del vescovo Maurizio pronunciato ieri in Cattedrale davanti alle religiose e i religiosi della diocesi nella Giornata per la vita consacrata. Presiedendo la Santa Messa nella festa della Presentazione del Signore, il vescovo ha voluto esprimere «il grazie della nostra diocesi doveroso in sé per il molto che riceviamo con perseverante generosità».Il grazie è sincero «se ci impegna nella responsabilità di coltivare e far comprendere il vostro carisma affinché il prezioso talento della vita religiosa dia i frutti che la grazia di Cristo Gesù ha già disposto a gloria del Padre e a nostra salvezza».

Questo può avvenire ad una condizione, la stessa chiesta ai chiamati, i religiosi e le religiose, e ai destinatari dei frutti buoni della vostra consacrazione a Dio: «Alludo alla docilità allo Spirito. Se sono docili i consacrati, ma non lo fosse la comunità ecclesiale dove abitano, i germogli evangelici possono faticare a crescere, e i frutti faticare a maturare. Docili tutti secondo la vocazione di ciascuno. Se questo è l’impegno comune, l’abbondanza del raccolto è assicurata».

La Presentazione del Signore nel suo significato cristologico insiste sulla luce pasquale alla quale conduce quella natalizia. Ma il vero riferimento è alla Pasqua eterna con il “Nunc dimittis”, ora puoi congedare il tuo servo Signore, pronunciato dal vegliardo Simeone. La spiritualità del congedo non fatta di parole che non sono convinte, ma da interiore spiritualità che custodisce nel cuore il distacco da tutti e da tutto affinché il Signore abbia vera proprietà nella nostra esistenza». È lui a rimandarci ai fratelli e alle sorelle tutti se gli diamo priorità. «Il Nunc dimittis dà verità ricordando la meta che è sicura - ha aggiunto monsignor Malvestiti -. Chiediamo perciò al Signore di venire accompagnati nel tempio santo desiderando il tempio eterno che è l’Agnello immolato e glorificato. Accogliamolo con la sua grazia nell’anima: ogni credente sia tempio di Dio secondo la sua volontà».

Una consapevolezza questa auspicabile per tutti i battezzati, «ma che va invocata per i consacrati affinché ci precedano e non consentano che ad abitare in noi siano oscurità, dubbio, timore e peccato, ma la misericordiosa libertà di Cristo Gesù». Quest’anno si ricordano gli anniversari di suor Cecilia Borghi, delle Figlie dell’oratorio, e suor Maria Rainone, delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto, che festeggiano il 60esimo di professione; suor Rosa Angela Valarani, Figlia dell’oratorio, che celebra il 50esimo; suor Giustina dell’Eucarestia, delle suore Trinitarie, il 25esimo; e Padre Mario Belotti, monfortano, che festeggia il 60esimo. Un ricordo anche a san Francesco e a san Giovanni della Croce per gli importanti anniversari in arrivo.

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