Addio a Enrica Bonaccorti, conduttrice ma soprattutto autrice

TELEKOMMANDO La rubrica tv a cura di Fabio Francione

La settimana, purtroppo, si chiude con l’evento luttuoso della morte annunciata di Enrica Bonaccorti. La conduttrice televisiva, il grande pubblico la conosce senza dubbio in quel ruolo dove ha mietuto i suoi più grandi successi, ma ad approfondirne la carriera era molto di più: autrice di canzoni celeberrime, servite soprattutto a Domenico Modugno, con cui negli anni ’70 intraprese un sodalizio fortissimo da cui uscirono brani come “La lontananza” e “Amara terra mia”, Nel suo repertorio figurano anche canzoni più leggere scodellate anche per le Sorelle Bandiera (chi ricorda più le tre attempate soubrette en travesti dell’Altra Domenica di Renzo Arbore) e soprattutto molti ruoli di attrice, al cinema e a teatro. Come testamento lascia un’ultima toccante partecipazione tv, andata in onda circa un mese fa a “La volta buona” e un libro “Novelle senza lieto fine”.
Avrei fatto a meno di tracciare queste poche linee, poco coccodrillesche, più vicine agli obituary anglossassoni e avrei spostato interamente l’attenzione sulla controversa fiction Rai “Libere donne”. A contestare la fiction non è tanto la trama, liberamente tratta da “Le libere donne di Magliano”, romanzo-diario dello scrittore e psichiatra viareggino, Mario Tobino, già direttore del manicomio femminile di Maggiano, ma è l’interpretazione degli attori, che lo dico senza piaggeria a me è singolarmente piaciuta. Dopotutto a impersonare Tobino c’è Lino Guanciale, ultimamente tra gli attori italiani è il più accreditato per versatilità nel passare dalla serialità (il Commissario Ricciardi), al cinema come al teatro. A tal proposito, in queste settimane è in scena con “Miracolo a Milano” al Piccolo Teatro Strehler di Milano. Comunque, il discorso è molto più complesso tanto da riservare la discussione un po’ più ampia alla seconda puntata.

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