C’è anche un omaggio a “Cisco” Friggé
nelle parole del 34enne Toku Excelsior
MUSICA Interprete nostrano della cultura hip hop, il musicista nato in Nigeria e cresciuto a Casalpusterlengo
Lettura 1 min.Per Tokunbo Amadasun la musica non è soltanto una passione o un’ambizione: è una necessità biologica. «Musica per me è come respirare, cioè, fondamentale. Infatti, ho intitolato il mio ultimo progetto “Music = Breath”, nel senso la musica è uguale a respirare: per me è tutto». Si presenta così Toku Excelsior, all’anagrafe appunto Tokunbo Amadasun, classe 1992, musicista di Casalpusterlengo che ha fatto della cultura e dell’hip hop la propria bussola di vita.
Nato in Nigeria il 10 aprile di trentaquattro anni fa, Toku è arrivato in Italia da bambino grazie alla madre. Oggi, dopo oltre vent’anni trascorsi nel Lodigiano, considera questa terra la sua vera casa: «Sono qua ormai da una ventina d’anni. Amo la cultura, amo i pro e i contro di quello che offre questo bel paese, e sono grato di essere cresciuto qui».
Il suo legame con le note ha radici profonde. Cresciuto ascoltando i grandi pilastri dell’hip hop americano degli anni ’90 e primi Duemila — da Notorious B.I.G. a Tupac fino a Coolio —, Toku ha iniziato a riempire i primi quaderni di rime già all’età di otto anni, cercando di far suonare i versi con la sola forza dell’immaginazione. Una vocazione esplosa appieno con il passare del tempo, alimentata da una forte spinta all’autocritica e al costante miglioramento.
Dopo le prime esperienze negli studi di registrazione tradizionali, Toku ha scelto di rimboccarsi le maniche e di costruirsi un proprio studio casalingo. Sfruttando i tutorial sul web e anni di applicazione autonoma, ha appreso l’arte dell’arrangiamento e del sound engineering, arrivando a produrre i propri pezzi in totale autonomia.
Negli ultimi tre anni la sua produzione ha subito una forte accelerazione: pubblicazioni frequenti, organizzate in progetti brevi e ben definiti da otto tracce ciascuno, rilasciati due o tre volte all’anno. Nei suoi testi c’è spazio per la sua storia personale, per le sue radici e per figure chiave del suo percorso familiare, come l’amato padre adottivo Francesco Friggé, noto come “Cisco”, un’istituzione per lo sport e il calcio di Casalpusterlengo, a cui dedica spesso versi carichi di gratitudine.
«L’amore per la musica è inestimabile, ciò che mi dà è quasi difficile da spiegare a parole se non con le emozioni. Con la musica mi ci sono sposato», conclude Toku. Un artista guidato dall’esigenza primaria di esprimersi e, soprattutto, dal puro divertimento di fare arte.
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