«Di cultura si può vivere»: con i ciceroni dei licei lodigiani alla scoperta del territorio

Abbiamo partecipato alle Giornate del Fai di primavera accompagnati dalle guide volontarie

«Dicono che di cultura e arte non si campa, ma la mia anima ci campa eccome»: sono le parole di Irene Egle Dordoni, una studentessa del liceo Maffeo Vegio di Lodi, una delle due apprendiste che hanno fatto da guida a Il Cittadino durante la visita al santuario di San Giovanni presso il comune di Merlino. Le giornate Fai di Primavera si sono infatti svolte questo weekend, con la particolarità che a farvi da guide erano i ragazzi della fondazione Danelli e dei licei di Lodi e Codogno, Maffeo Vegio, Giovanni Gandini, Pietro Verri, Giuseppe Novello e Alessandro Volta.

Le visite di questo weekend hanno racchiuso non solo la possibilità, per chi ascoltava, di immergersi alla scoperta di “chicche” artistiche lodigiane ma anche delle occasioni, per dei giovani ragazzi, di manifestare una passione, l’arte, che passa spesso in secondo piano perché considerata meno “utile” rispetto alle discipline scientifiche. «Io però vivo di arte - precisa Giada Baccaro, un’altra giovane studentessa del Maffeo Vegio; - anche perché ogni persona ha una visione diversa del mondo e in quest’ottica l’arte è il modo migliore per vedere la realtà con occhi diversi». E quando c’è amore e passione si vede: per questo i ragazzi sono riusciti pienamente nell’intento di offrire spiegazioni dettagliate ed esaustive dei luoghi visitati dal Fai. Nel giro turistico di Palazzo Pertusati due ragazze del liceo artistico Callisto Piazza di Lodi, Lucia Paini e Alessia Oldani, sono riuscite a valorizzare un complesso architettonico avente un giardino di cui non è rimasto più nulla. I grandi ettari di terreno che circondano la villa erano stati abbelliti, nel 700, dall’architetto Francesco Croce. Le studentesse hanno “modellato” l’immaginazione dei visitatori e fatto in modo che potessero venire ricreate nella loro mente le decorazioni passate. Insomma una valorizzazione del nostro territorio per mano dei giovani, ma che non sarebbe stata possibile senza la delegazione Fai di Lodi.

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