Giornate Fai d'autunno, aperture a Lodi e Melegnano
ARTE La fondazione Cosway e lo Spazio del Perdono
Lettura 1 min.Lodi - Melegnano
Il Lodigiano svela i suoi tesori in occasione delle Giornate Fai d’autunno. Sabato 10 e domenica 11 ottobre torna l’appuntamento con l’arte, grazie all’apertura di luoghi della cultura, normalmente chiusi al pubblico. Si tratta della 15esima edizione della manifestazione promossa dal Fondo per l’ambiente italiano che ha in programma l’apertura di settecento location d’eccezione in trecentocinquanta città italiane con l’impegno dei volontari e degli apprendisti ciceroni delle delegazioni locali. A Lodi apriranno le porte della Fondazione Cosway (ore 10-12,30 e 14-17,30). L’ex collegio per fanciulle legato alla figura dell’artista, pittrice e musicista anglo-fiorentina, mossa da una visione pedagogica all’avanguardia, ispirata alle teorie di Rousseau e Pestalozzi. Proprio tra queste mura, infatti, trovò casa per la prima volta la possibilità di un’istruzione per le giovani della nobiltà e dell’alta borghesia. Privilegio che prima veniva negato alle donne. La visita, dunque, sarà un’occasione imperdibile per immergersi, non solo nell’arte, ma anche nella storia.
Le Giornate Fai d’autunno sbarcano anche a Melegnano. Sabato e domenica gli appassionati andranno alla scoperta dello Spazio del Perdono ai lati della basilica di San Giovanni Battista nella centralissima piazza Risorgimento. In entrambe le circostanze l’appuntamento è fissato dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16. Le visite saranno curate dai volontari della delegazione Fai del Sud-Est Milano. All’interno dello spazio museale dedicato a monsignor Alfredo Francescutto (1924-2018), prevosto a Melegnano dal 1967 al 2001, sarà possibile ammirare la celebre Bolla del Perdono. Venne donata alla città da Papa Pio IV nel gennaio del 1563. «La sua importanza trascende il contesto religioso - hanno chiarito gli esperti -. Si riflette sulla potenza spirituale e politica della Chiesa nel Cinquecento». Senza contare il suggestivo video che ne ricostruisce la storia con dovizia di particolari. Nello spazio museale sono poi presenti una decina di dipinti di carattere religioso. Risalgono al periodo compreso tra il 1500 e il 1700. «Offrono uno spunto affascinante per esplorare le diverse interpretazioni della religiosità dell’epoca - hanno continuato gli esperti -. Ogni opera ci invita a riflettere sul ruolo della fede e le trasformazioni della società e dell’arte nel corso dei secoli».
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