I maestri veterinari e i cavalieri:
nove tondi raccontano la storia
LA CONFERENZA I ritratti fanno capolino sulla facciata di San Domenico
Lettura 1 min.Con lo scioglimento degli ordini religiosi, anche il convento di San Domenico di via Fanfulla subì importanti trasformazioni. Dal 1798 infatti, il governo napoleonico utilizzò per i propri fini le strutture: le celle dei monaci divennero alloggi per i soldati francesi, altri spazi furono trasformati in magazzini riservati alle necessità militari, ricoveri per armi e munizioni. La chiesa di proprietà del convento, spogliata di arredi sacri, altare, tendaggi e completamente smantellata degli originali elementi architettonici, venne convertita, nel 1807 in cavallerizza, un maneggio coperto che permettesse ai cavalli di fare attività, lezioni e addestramento anche in caso di maltempo. La vicinanza al fiume consentiva inoltre un piacevole luogo di ristoro per gli equini e per i soldati che li accompagnavano.
Nel 1810 infine, venne creata, nell’ex convento domenicano, la Scuola d’istruzione per le truppe a cavallo che ebbe vita alquanto breve, soppressa a sua volta nel 1814, con il ritorno degli austriaci. Oggi, sono pochi coloro che, transitando in quel primo tratto di via Fanfulla notano alcuni tra i particolari storici più suggestivi ed importanti legati a quell’epoca di grandi stravolgimenti storici. La facciata dell’ex convento, rimaneggiata nei primi anni del XIX secolo secondo uno stile neoclassico, mostra nove piccoli tondi all’interno dei quali sono raffigurati, graffiati sull’intonaco e in origine certamente dipinti, altrettanti volti di studiosi, ricercatori e scrittori, che diedero impulso allo sviluppo della medicina veterinaria.
Ma chi furono quegli uomini, ritratti di profilo e praticamente invisibili a coloro che transitano sulla pubblica via? Ne ha parlato Elena Cattaneo nell’incontro “La scuola di Cavalleria di Napoleone a Lodi” avvenuto domenica 28 giugno al Museo della Stampa, durante il quale la ricercatrice ha delineato un profilo storico di ognuno di loro, vissuti perlopiù tra il 1600 ed il 1700. Da Dupaty de Clam al maestro di equitazione La Guérinière, da Bourgelat, fondatore nel 1761 della prima scuola veterinaria europea a Lione, allo zoologo e disegnatore De Garsault con l’unica presenza italiana nella figura di Lorenzino Palmieri, cavallerizzo del Granduca di Toscana. La relazione di Cattaneo ha così gettato luce, con l’ausilio delle fotografie di Pasqualino Borella, su un’altra tessera del mosaico storico della nostra città. A inizio e chiusura dell’incontro la voce di Tiziana Colombo, accompagnata dalla fisarmonica del maestro Luca Consolandi.
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