I misteri di una relazione nel Coro degli amanti di Tiago Rodrigues
TEATRO Lo spettacolo del regista e drammaturgo portoghese a Milano con Isabella Ragonese e Francesco Alberici
Lettura 1 min.C’è sempre qualcosa di misterioso e indecifrabile in una relazione amorosa. La letteratura serve esempi a iosa. Non meno la filosofia e la scienza. Quando, anche per tutta la durata della vita delle due esistenze, il mistero diventa gioco e complicità. Questo accade, in un certo senso, nella prima regia – da un suo testo elaborato in più anni e quadri, quattro per la precisione – del regista e drammaturgo portoghese Tiago Rodrigues: Coro degli amanti, protagonisti al Piccolo Teatro Grassi fino a oggi, Isabella Ragonese e Francesco Alberici. I quadri all’inizio chiamati canzoni, la genesi la racconta lo stesso autore, autobiografia e prova di scrittura sono alla base di Coro degli amanti, che poi il testo nell’arco di vent’anni sia cresciuto e abbia abitato anche altre lingue, oltre l’originale portoghese, per approdare infine all’italiano era nelle more della messa in scena medesima contata dal Rodrigues regista. Mentre stanno vedendo in tv Scarface con Al Pacino, la donna di questa coppia ha un attacco d’asma ed è costretta a correre in ospedale. Si salva e la vita della coppia continua, senza però riuscire a vedere la fine del film di Brian De Palma, che sarà un po’ il leitmotiv di Coro degli amanti. Perché “coro”? È questo l’escamotage scenico di Rodrigues che costringe i due protagonisti a parlare contemporaneamente per dire le stesse cose, con piccole deviazioni, anche ironiche da strappare sorrisi. Così facendo forse viene a rafforzarsi il sentimento amoroso che anima la vita di questi due esseri umani. Fino alla fine dei loro giorni che inevitabilmente a differenza del loro “ciarlare” sarà asimmetrico per poi riunirsi in una terra di nessuno chiamata foresta e tornare in circolo sotto altre forme.
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