I premi del pubblico alla Biennale e il Padiglione Italia

DIARI VENEZIANI/6 A cura di Fabio Francione

Lodi

A 24 ore dall’apertura ufficiale della 61a Biennale Arte di Venezia, sono state dettate le regole dell’assegnazione dei Leoni dei Visitatori che hanno già visto alcuni artisti e qualche padiglione sfilarsi dalla singolare assegnazione dei premi. Ciò dovuto come si sa dalle dimissioni in blocco della giuria, seguite alle ( e in sintesi perché la questione è più complessa) “pressioni” di Belu-Simion Fainaru, l’artista residente nel padiglione israeliano, che non avrebbe accettato il diktat di non veder eventualmente premiato il suo lavoro. C’è da dire che la giuria avrebbe escluso, per altrettanti ovvi motivi, anche la Russia. Da qui, la geniale trovata del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di voler vedere i premi per una volta assegnati direttamente dal pubblico che visiterà i padiglioni ai Giardini e all’Arsenale. Poi, il gestire il meccanismo e il flusso dei voti, che verranno espressi attraverso l’invio di un link ricevuto dal visitatore una volta che i suoi ingressi saranno registrati, è un altro paio di maniche. Dunque, se non archiviate, ma messe da parte questioni relative più a fatti che poco hanno o meglio sono laterali alle polemiche e dispute che accompagnano spesso tali gigantesche manifestazioni e non sarebbe logico se non ci fossero, l’attenzione deve essere completamente presa proprio dal fatto artistico. Tolto da tale contesto pare il Padiglione Italia, curato da Chiara Canziani e allestito da Chiara Camoni con un titolo che saggia un terreno oggi scivoloso che è quello del dialogo, visto come si muove il mondo contemporaneo che della reciprocità sembra non farsene niente. Ed invece “Con te con tutto” l’artista piacentina riverbera nella fattualità delle sculture che abitano la penombra del primo ambiente del Tese delle Vergini la propria idea di rapporto con il suo mondo. L’intero colpo d’occhio fa intravedere nell’emergere di figure a scala umana gli innesti vegetali e floreali. La contaminazione tende a un divenire plurale e mutevole delle forme che è nelle intenzioni di Camoni il primo motivo sul quale intavolare un discorso o meglio un dialogo che non sia tra sordi. Tutto questo trova poi applicazione nel secondo ambiente, ove la creazione diventa co-creazione con la partecipazione diretta di registe come Alice Rohrwacher e performer come Annamaria Ajmone.

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