IL FESTIVAL La voce di Raffaele Pe incanta Lodi per il gran finale della Orfeo Week

Il controtenore applaudito come una pop star nel concerto in Santa Chiara Nuova

Parte del pubblico, troppo numeroso per essere contenuto nel coro quattrocentesco di Santa Chiara Nuova, ha preso posto anche nella adiacente chiesa barocca per assistere al concerto interamente dedicato a Vivaldi che Raffaele Pe e l’ensemble La Lira di Orfeo hanno eseguito domenica per il gran finale della terza edizione della Orfeo Week.

«Un sogno nato tre anni fa – così Pe ha definito il suo festival - è diventato una realtà grazie anche alla presenza di un pubblico sempre più ampio che si è avvicinato alla nostra musica». Il concerto vivaldiano, intitolato “Amore, hai vinto!”, tocca la città di Lodi come tappa conclusiva di una tournée partita da Londra un mese fa, con un programma di cantate da camera composte da Vivaldi per il Duca di Mantova: «Mi è capitato di eseguire spesso le sue opere in teatro – ha detto Pe - ma è la prima volta che proponiamo questo meraviglioso repertorio cameristico, meno noto, ma che esprime la maestria di Vivaldi in tutta la sua spettacolarità». In effetti, le arie proposte stupiscono per la freschezza e l’originalità delle soluzioni espressive: che si tratti di una navicella tra le onde del mare in tempesta o dei sospiri di un amante infelice, il genio di Vivaldi si impone in tutta la sua sorprendente varietà grazie alla inarrivabile tecnica virtuosistica di Pe, alla sua voce smagliante e alla sensibilità contemporanea con cui il cantante e i suoi musicisti, applauditi sui palcoscenici internazionali, vincitori del Premio Abbiati nel 2019, punto di riferimento nel panorama della musica del Sei e Settecento, sanno interpretare il patrimonio musicale antico.

Durante il concerto, alle arie cantate sono state alternati alcuni brani strumentali per violino e violoncello, tra cui il concerto per archi “Madrigalesco”, un unicum nella produzione di Vivaldi. La presenza di una parte di pubblico anche nella chiesa, separata dal coro per mezzo di una grata, ha permesso a Pe di riprodurre, per così dire filologicamente, l’atmosfera dei concerti che Vivaldi teneva con le sue allieve dello Spedale della Pietà a Venezia, dove le “putte” si esibivano cantando e suonando appunto dietro una grata.

Un applauso degno di una pop star ha salutato la conclusione del concerto, premiando l’impegno di Pe e del suo ensemble nel promuovere e divulgare la passione per il repertorio barocco. Per il bis una concessione al mainstream con “Lascia ch’io pianga” di Händel.

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