
Il Giulio Cesare di Franco Forte presentato venerdì 18 ottobre a Lodi
Incontro pubblico L’iniziativa de «il Cittadino» presso Banca Centropadana
Lodi
Un nuovo inizio per l’uomo che, dopo la campagna di conquista in Gallia, passerà il Rubicone, darà vita alle guerre civili e diventerà poi dittatore di Roma. È questa “L’alba di Cesare”, titolo del nuovo libro di Franco Forte che sarà presentato venerdì 18 ottobre alle ore 18 alla sede della Banca Centropadana di corso Roma a Lodi. Per redigere il testo di questo romanzo storico Forte spiega di essersi rifatto ai Commentarii de bello Gallico (in italiano Commentari sulla guerra gallica) anche noto semplicemente come il De bello Gallico (La guerra gallica), lo scritto più conosciuto di Cesare in cui egli narra le vicende riguardanti la conquista della Gallia.
Ho analizzato il “De bello Gallico” di Giulio Cesare, che è un libro molto complicato e di difficile lettura, rendendolo accessibile a tutti, accompagnando il lettore alla scoperta di un Giulio Cesare in quel momento impegnato con la sua campagna di conquista
«Ho analizzato il De bello Gallico di Giulio Cesare, che è un libro molto complicato e di difficile lettura, rendendolo accessibile a tutti, accompagnando il lettore alla scoperta di un Giulio Cesare in quel momento impegnato con la sua campagna di conquista - spiega lo scrittore, sceneggiatore e giornalista -. Il lavoro più impegnativo è stato ricostruire quello che sta intorno a quel periodo e a quella spedizione. Cesare infatti, nel De bello Gallico, si limita a fare una cronaca di quello che succede giorno dopo giorno. Tutto quello che ha portato a questa spedizione, alle sue conseguenze, le emozioni, il mondo romano dell’epoca, il triumvirato assieme a Crasso e a Pompeo, è invece stato ricostruito da me per catapultare, attraverso un viaggio nel tempo, il lettore in quel periodo, e fargli comprendere quali fossero le motivazioni di un Giulio Cesare che da quel momento, con quella spedizione, diventerà il Giulio Cesare che tutti conoscono». Prima della spedizione Cesare faceva parte del triumvirato composto da Crasso, che era l’uomo più ricco di Roma, e Pompeo, il più grande condottiero romano dell’epoca. Cesare era il terzo elemento, quello che aveva la discendenza più nobile, arrivando dalla gens Iulia, ma non aveva né la ricchezza di Crasso né le glorie militari di Pompeo, perché non aveva fatto ancora nulla di eclatante. «Questa campagna di conquista della Gallia lo porterà ad accumulare ricchezze immense in modo tale da eguagliare Crasso e a superalo, e ad ottenere dei successi militari da generale, conquistatore e condottiero in grado di eclissare Pompeo - analizza Forte -. Questo momento è fondamentale perché cambierà completamente le sue prospettive e farà nascere uno degli uomini più celebri della storia in assoluto, forse il più famoso e conosciuto al mondo».
Il De bello Gallico è però un documento frammentario e deficitario in alcune sue parti. Forte ha risolto raccogliendo il suo materiale dai 6 anni raccontati direttamente da Giulio Cesare fino alla sconfitta del grande nemico Vercingetorige
Il De bello Gallico è però un documento frammentario e deficitario in alcune sue parti. Forte ha risolto raccogliendo il suo materiale dai 6 anni raccontati direttamente da Giulio Cesare fino alla sconfitta del grande nemico Vercingetorige. «Nel libro lo dico, mi sono fermato al momento in cui Giulio Cesare arriva alla sconfitta di Vercingetorige - dice lo scrittore -. Ho voluto ripercorrere il testo così come è stato scritto da Cesare, ma aggiungendo alcune parti in modo tale da ricostruire tutto quello che lui o non racconta o lascia in sospeso, che non spiega o che cioè non ha bisogno di spiegare ai suoi contemporanei». Tante curiosità che Cesare dava per scontate ma che in realtà oggi non si riuscirebbero a capire sino in fondo, come strategie, società, geografia di quell’epoca, tutte cose esplicitate da Forte e che contribuiscono ad arricchire “L’alba di Cesare” rendendolo un romanzo unico.
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