Il nuovo singolo del lodigiano Occhi in attesa di tornare a Sanremo
MUSICA Il cantante sarà di nuovo in gara nella sezione giovani sognando il palco dell’Ariston
Lettura 1 min.Lo scorso anno era arrivato a un passo dalle semifinali di Sanremo Giovani, facendo comunque il “botto” con la sua Ullallà. Il palco dell’Ariston continua a rappresentare un sogno per il lodigiano Andrea Occhipinti, in arte Occhi, già selezionato tra i 15 concorrenti che si sfideranno per conquistare un posto nella finalissima dell’11 dicembre. La giuria promuoverà tre artisti, ai quali si aggiungeranno altri tre provenienti da Area Sanremo. Il vincitore accederà alla gara canora di febbraio, la prima edizione condotta da Stefano De Martino.
Occhi è in corsa con il brano La guerra dei bottoni, presentato durante la prima audizione, in scena lo scorso 26 ottobre negli studi di via Asiago a Roma. «Ero più tranquillo rispetto allo scorso anno, perché conoscevo già l’ambiente. Mi sono esibito per ultimo e spero di avere fatto una buona impressione alla giuria. La guerra dei bottoni (la canzone non è ancora stata pubblicata, ndr) prende spunto dall’omonimo libro. Il messaggio che vorrei lanciare è semplice: se noi adulti cominciassimo a ispirarci all’innocenza dei bambini, forse potremmo costruire un mondo migliore. Sanremo? È una grande opportunità. Da Amadeus in poi si è trasformato in un fenomeno sociale, soprattutto tra i giovani, anche grazie all’invenzione del Fantasanremo. L’anno scorso ci avevo provato un po’ come si compra un biglietto della lotteria, quest’anno ho portato un progetto più strutturato».
Intanto, venerdì uscirà il nuovo singolo Parolacce (Nigiri Records/Sony Music Italy), disponibile su tutte le piattaforme digitali. Scritto da Occhi e composto insieme a Riccardo Lodi, con la produzione di Francesco Landi, il brano racconta la storia di chi si è fatto un film troppo grande per una storia troppo piccola. Una commedia sentimentale fatta di aspettative, fraintendimenti e romanticismo maldestro, in cui bastano una festa e qualche bicchiere di vino rosso per immaginarsi una vita insieme. «Questa canzone vuole essere una sorta di spartiacque tra quello che ho fatto finora e ciò che ho intenzione di fare, soprattutto sul piano dell’immagine e dello storytelling. Un album? Ci stiamo lavorando, siamo in dirittura d’arrivo. Stiamo unendo i puntini. Di canzoni ne ho parecchie».
Per il resto, Occhi, classe 2004, resta il ragazzo che frequenta gli amici dell’oratorio di San Fereolo e studia all’università. «Frequento il corso di Economia e management per arte, cultura e comunicazione, che si intreccia spesso con la musica e mi offre tanti spunti. La guerra dei bottoni non esisterebbe se non studiassi quello che studio. Di recente ho partecipato alla Cattolica a una conferenza sulla musica trap con don Claudio Burgio, cappellano del Beccaria, presidente della comunità Kayros. La trap appartiene a un immaginario diverso dal mio, ma mi affascina. Per tanti ragazzi è uno strumento per esprimere disagio o voglia di rivalsa. Si è contaminata con altri generi, perché la musica è in continua evoluzione. Le etichette, spesso, sono solo convenzioni».
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