Il padiglione della Santa Sede, dove l’arte
apre gli occhi sull’anima
DIARI VENEZIANI/5 A cura di Fabio Francione
Pare non esserci pace ai Giardini della Biennale. Tutte le proteste di questo mondo, alcune giustissime e condivisibili, sembrano aver trovato un aggancio comune nel boiccotare o mettere in difficoltà la Biennale Arte. Stavolta, è uno sciopero di chi rende possibile la manifestazione a far restare chiusi e non visitabili i padiglioni. Ma vietato scoraggiarsi quando molte delle partecipazioni nazionali si trovano al di fuori sia dei Giardini sia dall’Arsenale. E uno dei più belli, se non il migliore, è senza alcun dubbio il frequentatissimo padiglione della Santa Sede che quest’anno, dopo l’esperienza in carcere di due anni fa, voluta fortissimanente da Papa Francesco, si è sdoppiata in due luoghi.
Il primo, ormai assurto a vero e proprio padiglione principale del Vaticano, è il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, sito a poche centinaia di metri dal recinto dei Giardini. Il secondo, invece, è la new entry del Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, il cui muro confina con la stazione ferroviaria di Santa Lucia. Curato da Hans Ulrich Obrist, forse il numero uno al mondo tra i curatori e Ben Vickers e la collaborazione del Soundwalk Collective, il padiglione prende il poetico titolo di L’orecchio e l’occhio dell’anima e c’entrerà nella scelta forse il cardinale - poeta José Tolentino de Mendonca. Di certo ad entrare sono quelle chiavi, tonalità minori, di cui si è in questi giorni detto più volte.
. Video di Fabio Francione
Nel doppio registro immateriale e sonoro è giocato il piano curatoriale del padiglione. Totalmente ispirato da Hildegarda von Bingen. Quindi votato alla contemplazione, preghiera e ascolto. Da un lato prende vita il progetto di scriptorium espande il pensiero della mistica alle posizioni musicali e intellettuali di Alexander Kluge, di recente scomparso. Uno dei tanti artisti morti durante la realizzazione di questa Biennale, compresa la curatrice Kouoh. Dall’altro, in relazione con la vegetazione del Giardino s’innestano i suoni e le preghiere di tra gli altri Patti Smith, Brian Eno, Meredith Monk, Caterina Barbieri.
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