INCONTRI Storia e storie di un quartiere: «Qui è come un porto di mare»

All’Arci Ghezzi di via Maddalena a Lodi la cena-spettacolo con testi, racconti e musica di Piera Rossi e Matteo Vignati

«Si partiva con la colazione dal bar Marco, al capolinea degli autobus. Un caffè all’Arvena, uno da Maggi e poi per prepararsi lo stomaco un bel bianchin all’Osteria del signor Joli». Una fila di caraffe appese ai ganci e, segnate a gesso, c’era una sfilza di «sigle e righe strane» che corrispondevano ai nomi di ogni cliente. Ogni riga era quanto doveva a fine settimana.

Una cena con racconti in musica - storie come queste, di memoria condivisa - venerdì sera ha coinvolto un centinaio di persone raccolte al circolo Arci Ghezzi di via Maddalena a Lodi per seguire la performance “M’Adda” a cura di Piera Rossi e Matteo Vignati: un percorso fatto di suggestioni che hanno riportato i commensali indietro nel tempo, tra osterie e botteghe che popolavano i quartieri della Maddalena e Borgo Adda, per arrivare ai giorni nostri. Un racconto che ha ripercorso tutte le sfumature di uno dei quartieri più vissuti e oggi più discussi di Lodi che, però, ha ancora tanto da insegnare. Il fiume Adda, ad esempio, faceva “paura” a chi ha sempre vissuto proprio a ridosso del suo corso ma, ogni volta che le sue acque uscivano dal letto fino a raggiungere le abitazioni, entrando nelle case e nelle cantine, ci si rialzava dall’esondazione solo grazie all’unione e alla solidarietà tra vicini di casa. Ma «questo quartiere è sempre stato un porto di mare, anzi di fiume - ha detto Vignati, che ha intrattenuto la platea tra le note di canzoni popolari a cura di Marta Mazzocchi e Stefano Faravelli -. Un crocevia di gente, botteghe, colori e odori». In via Lodino, piena zeppa di negozi, dal prestinaio il profumo del pane entrava fino nelle case, così oggi, in un mix di spezie e sapori, è proprio come l’ombelico del mondo. Ed è stata l’immagine di un funambolo, con un gran finale inaspettato, a traghettare i partecipanti da ieri a oggi, per capire che, dopotutto, occorre fare un passo verso l’altro, per potersi ritrovare. All’interno del progetto Aggreghiamoci, che ha permesso all’Arci di ottenere un finanziamento regionale, l’evento ha visto la collaborazione della facilitatrice Federica Darika Antonioli e del Comune. Erano presenti il presidente Andrea Ferrari e una rappresentanza dell’amministrazione comunale con il sindaco Andrea Furegato. 

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