La metaetica di Giulia Cantamessi
riempie la sala Granata di filosofia

IL LIBRO Un grande pubblico per la presentazione del saggio Intuizioni morali

Cosa accade nella nostra mente quando percepiamo che qualcosa è giusto o sbagliato? È da questa domanda, tanto immediata quanto complessa, che ha preso avvio l’incontro di martedì alla sala Granata della biblioteca Laudense di Lodi, dove la filosofa Giulia Cantamessi ha presentato il suo libro Intuizioni morali - La giustificazione come problema, pubblicato da Il Mulino. A dialogare con l’autrice sono stati il filosofo Luca Fonnesu e l’assessore del Comune di Lodi Simonetta Pozzoli, in un’iniziativa promossa in collaborazione con il Comune e la Libreria Sommaruga. Trent’anni, lodigiana, formazione alla Scuola Normale Superiore di Pisa e un dottorato all’Università di Pavia proprio sotto la guida di Luca Fonnesu, Cantamessi ha alle spalle un percorso accademico internazionale, tra Inghilterra e Stati Uniti. Il libro nasce infatti dalla rielaborazione della sua tesi di dottorato, originariamente in inglese, oggi restituita in una forma più accessibile ma senza rinunciare al rigore.

Al centro del volume c’è il tema delle intuizioni morali: quei giudizi immediati che emergono quando ci troviamo di fronte a una situazione che percepiamo come giusta o sbagliata. «Se vediamo qualcuno compiere un atto crudele - ha spiegato Cantamessi - la nostra mente reagisce subito, senza bisogno di lunghe argomentazioni. Ma possiamo davvero fidarci di queste reazioni?». Il lavoro si colloca nell’ambito della metaetica, una branca della filosofia morale che non si limita a chiedere cosa sia giusto o sbagliato, ma indaga cosa facciamo quando formuliamo questi giudizi e su quali basi li consideriamo validi. «Il nodo centrale è proprio quello della giustificazione - ha premesso Fonnesu - capire se e in che misura le intuizioni possano costituire un fondamento affidabile per le nostre scelte morali». La tesi di Cantamessi riconosce alle intuizioni un ruolo importante, ma non privo di criticità: «Possono essere influenzate da fattori esterni, emozioni o pregiudizi. Per questo è necessario affiancarle a un lavoro di riflessione critica, coltivando le virtù epistemiche, ovvero strumenti per rendere i nostri giudizi più consapevoli e fondati».

Nel dialogo con Fonnesu è emersa anche l’eredità del pensiero di Immanuel Kant, punto di partenza della formazione dell’autrice. Un riferimento che, pur non essendo centrale nel libro, resta sullo sfondo come «rumore di fondo inevitabile». Dalla riflessione kantiana sull’imperativo categorico, Cantamessi è arrivata a confrontarsi con la filosofia contemporanea, scoprendo proprio il tema delle intuizioni morali.

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