
LA MOSTRA “Art Déco. Il trionfo della modernità”
A palazzo Reale a Milano
Non ci sono al mondo solo le singolari intermittenze del cuore. Tutt’altro: la complessità dell’epoca contemporanea consente a una collettività diffusa di attraversare emotivamente più di un passato recente e di spostare il proprio punto di osservazione del presente proprio con gli occhi di chi non vi scorgeva un tale futuro. Ciò ovviamente e grazie a prodotti culturali che sfruttano dispositivi che gli studiosi chiamerebbero onlife; cioè che a situazioni fisiche e tangibili fanno corrispondere attività che si svolgono in ambienti virtuali. A veicolare questi passaggi ci sono anche le mostre e una di queste, visitabile fino al 29 giugno prossimo a Palazzo Reale di Milano, è “Art Déco. Il trionfo della modernità”. Fin dal titolo preannuncio di qualcosa che è già in atto e che avrà sviluppi progressivi soprattutto nelle arti applicate e nell’artigianato di lusso. Un po’ in disparte restano le opere vere e proprie; meglio dei quadri le sculture, soprattutto di piccole dimensioni, ridotte a oggetti d’arredo e arazzi e a vasellame. Infatti, nello spaziare dell’affascinante allestimento, la cura della mostra è di Valerio Terraroli, autore anche del catalogo edito da 24 Ore Cultura, ci si accorge come quest’arte venga a periodizzare un’età di transizione tra il “mondo di ieri”, già insufflato di psicoanalisi, cinema, progresso medico, fotografia, letteratura dell’apocalisse, misticismi politici e religiosi e ciò che produrranno le avanguardie di primo novecento: cubismo, futurismo, surrealismo. Tutto questo si ritrova nell’immaginifico linguaggio dannunziano e nella scoperta di esotismi da conquistare. Non vi è però stupore, ma sorpresa nel riconoscere nomi che poi avrebbero intrapreso altre strade: nell’arte, nell’architettura e nel design.
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