L’essenza delle bande resta viva: «Fare musica per me è liberazione»
L’INTERVISTA Isabelly Barbosa, 22 anni, suona il sassofono nel San Pietro di Lodi Vecchio
All’inizio era passione per la musica. Poi si è tramutata in qualcosa di più. Quella divisa blu, impreziosita da dettagli dorati e lo stemma della lira stampata sul petto, oggi per lei rappresenta un vero e proprio motivo di orgoglio. Isabelly Barbosa, ventidue anni, di Lodi Vecchio da tre anni fa parte del Corpo bandistico San Pietro di Lodi Vecchio. Un gruppo nato nel 1896, quando giovani cantori del tempo, venivano accompagnati nelle loro esibizioni dalle note della banda.
Isabelly, come hai iniziato l’avventura nella banda?
«È successo tutto tre anni fa, quando mi sono avvicinata alla Scuola di musica del Corpo bandistico San Pietro per imparare a suonare il pianoforte. Una passione che porto con me fin da quando ero bambina. Poi, un bel giorno mi hanno messo in mano un sax e, solo pochi mesi dopo, è arrivata la mia prima esibizione in una manifestazione pubblica. Una grandissima emozione».
Cosa rappresenta per te fare parte della banda?
«Per me è motivo di grande orgoglio. Ho poco più di vent’anni, ho da poco finito il liceo e ora lavoro in un supermercato. Rappresento le nuove generazioni ma, allo stesso tempo, ogni volta che suono il sax contralto durante una celebrazione pubblica, porto con me l’orgoglio di chi mi ha preceduto. Musica è liberazione: quando si festeggia qualche avvenimento, la musica rende tutto più forte. Permette di rivivere i ricordi sulla pelle e di celebrare in modo intenso un momento significativo. È stato il presidente Simone Tambini che mi ha trasmesso la vera essenza della banda».
Sei la più giovane del corpo bandistico?
«Assolutamente no. Diversamente da quanto si possa pensare, ci sono diversi giovani che si sono avvicinati a questa disciplina. Il nostro corpo bandistico conta quaranta elementi e spazia dai quindici ai novant’anni: persone provenienti da tutto il Lodigiano, unite dalla stessa passione. È composto da diverse sezioni: fiati che comprendono flauto, clarinetto, ottoni, sax, gran cassa, bassotuba, percussioni, grancassa e batteria. Ci troviamo ogni giovedì sera presso la nostra sede nella Casa delle associazioni».
Quali brani avete in repertorio?
«Il nostro repertorio è molto vario: da pop, musica classica e religiosa. Spaziamo tra Bella ciao, Guardia alla frontiera, La leggenda del Piave: brani che onorano tutte le persone che si sono sacrificate per la Liberazione o che ricordano avvenimenti storici e date da non dimenticare».
Quale potrebbe essere un appello ai tuoi coetanei, per avvicinarli alla banda, per fare in modo che la tradizione non vada perduta?
«Il mio invito ai giovani, e a tutti, è quello di andare oltre la superficie delle cose. Appassionarsi alla musica e all’esperienza della banda permette di vivere in modo più intenso, di avvicinarsi alla cultura e a nuovi ambienti, anche ad altre persone con cui condividere la stessa passione».
Quali sono i prossimi eventi in calendario?
«In occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, ci esibiremo a Lodi Vecchio alle ore 10 e a Massalengo alle 17. Accompagneremo un momento istituzionale di commemorazione con brani che onorano i Caduti. Poi dal 19 al 21 giugno celebreremo la ricorrenza del 130esimo anniversario della fondazione del corpo bandistico: saranno tre giorni di festa e musica. Sono trascorsi due anni dalla mia prima esibizione, ma ogni volta che suono vivo sempre la stessa magica emozione».
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