LIBRI Con Colombi e Segalini il passato di una città riscopre le sue radici

Presentato l’undicesimo capitolo di una “storia” particolare”

Cultori delle storie quotidiane della città, Gianfranco Colombi e Alberto Segalini sabato mattina hanno presentato la loro ultima fatica: “Noi, Lodi e…”. Un volumetto di 147 pagine che ripercorre avvenimenti, luoghi e personaggi del passato, per fare in modo che non vadano persi per sempre. «Sono due le cose che, da undici edizioni, ci spingono a proseguire questo impegno - ha detto Segalini, aprendo l’incontro nell’aula magna del liceo Verri -: siamo lodigiani e amiamo la nostra città, per cui prima di tutto, un grande affetto per Lodi». Ma, poi, anche quella genuina curiosità che non deve mai venire meno: il piacere per la scoperta e la conoscenza delle nostre radici, ha specificato. Senza un vero e proprio filo conduttore, i lodigiani potranno scoprire una piacevole lettura, semplice e ricca di immagini originali, molte di cui inedite: «Per chi, come noi, ha una certa età, sarà la possibilità di ricordare un passato che non c’è più, mentre per i più giovani, l’occasione di scoprire angoli e personaggi di un tempo». Nel corso degli anni siamo stati definiti dalla stampa in vari modi, ha detto Colombi: «La strana coppia, la premiata ditta, la coppia di fatto: espressione poco felice che abbiamo accettato come battuta spiritosa - ha detto l’autore, scaturendo le risate del pubblico -. Come le altre edizioni, anche questa sarà un “risotto” con un miscuglio di vari argomenti». Un termine azzeccato per introdurre il libro che parte proprio con la storia del riso Carnaroli, approfondita in città con il convegno della delegazione lodigiana dell’Accademia della cucina, lo scorso novembre. «Poi, si potranno scoprire le vicende del prete guaritore del Basso Lodigiano, quella dell’artista del non rifiuto Angelo Frosio e di chi è scomparso nel corso del 2024 come Gigi Bisleri, Bruno Pezzini e Vincenzo Zucchelli». Personaggi che hanno lasciato una traccia del loro passaggio, hanno detto gli autori, ringraziando Mario Gentili per la grafica, Marco Ferrari per le poesie, Katia Arioli per le vignette e la nipote di Colombi, Laura, per la correzione dei testi. Senza togliere il piacere di guastarne la lettura, gli autori hanno svelato qualche chicca, come la moneta che nel 1400 veniva coniata proprio a Lodi. Al di là del lavoro degli storici che assume un altro significato, l’impegno dei due autori rappresenta la possibilità di mettere nero su bianco vicende che altrimenti andrebbero perdute nel tempo, ha detto il sindaco Andrea Furegato, apprezzando l’impegno di Colombi e Segalini. «Mantenendo solide le nostre radici, il loro lavoro, ogni anno, consente anche ai nuovi cittadini di scoprire qualcosa in più del nostro passato». Infine Umberto Rossetti, sponsor del libro, tra l’altro capitano più longevo del Fanfulla, ha rimarcato la volontà di riportare in città il nome della società sportiva che ha segnato gli anni d’oro del calcio.

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