Milano, i Brueghel a Palazzo Reale fino al 2027
LA MOSTRA Alla scoperta dell’eclettismo della famiglia fiamminga
Lettura 1 min.Dici Brueghel e subito il pensiero corre a immagini contadinesche. Ciò è vero e al contempo è falso. Perché se il luogo comune di una pittura agreste è difficile da smontare nell’immaginario collettivo dedicato alla grande famiglia fiamminga di artisti, altrettanto complicato è vedere come i Brueghel fossero in realtà dei pittori che fecero dell’eclettismo dei generi una loro altissima cifra stilistica. Certo i contadini restano per sempre come icone di un modo di intendere la collettività delle campagne dell’epoca, ma allargando lo sguardo alla loro produzione e una mostra – i Brueghel. Le origini dei generi pittorici europei, oggi e fino al 31 gennaio 2027 visitabile a Palazzo Reale di Milano, a cura di Bernard Aikema e Carlo Striolo, catalogo 24 Ore Cultura – consente di osservare come sia più vasta la varietà dei soggetti, aperti a scene mitologiche e bibliche e ad allegorie fantastiche. Qui, infatti, si ritrova il legame che compone un’ideale trilogia espositiva con le mostre del 2018 e del 2022, sempre a Palazzo Reale, dedicate a Durer e a Bosch. A far la parte dei leoni sono il capostipite Pieter Brueghel il vecchio, seguito dai due figli Pieter il giovane e Jan. In mostra l’albero genealogico è sostanziale per comprendere l’evoluzione della loro pittura. La consanguineità è essenziale fino a un certo punto per la comprensione non solo della biografia generale se si guardano le date che coprono un arco d’anni che va dal 1525-30 (press’a poco quand’era nato Pieter il vecchio) fino al 1690, anno in cui muore David Tieners II, marito di una delle figlie di uno degli ultimi Brueghel. Nello scorrere le sale balzano all’occhio anche altri due motivi nell’arte dei Brueghel: i formati piccoli e medi delle opere e l’assenza quasi sistematica di un protagonista a soggetto delle stesse. La ritrattistica non era nelle corde della famiglia, pertanto risulta quasi assente a dispetto di ciò che avviene nello stesso periodo in Italia. Nondimeno risulta interessante anche il capovolgimento di fronte avvenuto davanti al crescere economico e mercantile di una città come Anversa, che fa quasi dimenticare la festosità delle danze e dei giochi attorno ai villaggi e ai luoghi d’elezione della loro prima pittura.
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