Pubblico travolto e “frastornato”
dall’Odissea di Christopher Nolan

CINEMA Intanto è atteso in sala la prossima settimana Spiderman: Brand new day

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Prepariamoci ad essere investiti e frastornati, almeno fino al prossimo 2 agosto, potrebbe essere questa la tenitura in sala, da tutto ciò che si dirà e non si dirà, dopo aver visto Odissea, sul film di Nolan. A nulla sembra valere il supercast. Non l’Ulisse di Matt Damon, né la Penelope di Anne Hathaway, tantomeno il Sirone di Eliott Page, per non parlare della ninfa Calypso impersonata da Charlize Theron.

I rumors social indirizzano le critiche alla poco “omericità” del film e puntano il dito sulle incongruenze, non sapendo che tutta Hollywood o meglio, tutto il cinema americano contemporaneo è asimmetrico da ogni prospettiva storica, sociale, persino culturale. Figuriamoci nelle trasposizioni dalla letteratura e da un’opera – mondo come l’Odissea di Omero. Sta il fatto inoppugnabile che l’Odissea di Nolan è quanto di più vicino al senso di smarrimento che l’uomo di oggi avverte in modo pressante. Per giunta con una consapevolezza, prima d’ora mai provata. Ecco, un motivo per andare al cinema. Non sarà un capolavoro, ma la dignità di un buon film “Terapia di famiglia” (nella foto) ce l’ha. Eccome. Già dal titolo sembra l’altra faccia della medaglia delle nevrosi di Ulisse.

Anche qui c’è un uomo che fugge. Da sé stesso e dall’altro da sé. Sebbene l’unico progetto consegnatogli dal suo psicanalista è quello di trovare la donna della sua vita. Poco altro è spendibile nella settimana tanto che, se non si recuperano film come lo spielberghiano Disclosure Day (anche questo accostato a Odissea) o la commedia Allora balliamo o ancora il restauro della Casa dalle finestre che ridono, bisogna aspettare la prossima settimana per avere un altro blockbuster come Spiderman: Brand new day.

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