SIAMO SERIAL La Sindone di Torino

Una docuserie in due stagioni, ciascuna di quattro episodi di circa dieci minuti

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Fede, scienza, devozione. L’incredibile avventura della Sindone ha sempre vissuto su una sottile linea di demarcazione, senza smettere di creare nuovi interrogativi tra diversi mondi e in differenti epoche. La diocesi di Torino, insieme al Centro internazionale studi sulla Sindone, Officina della Comunicazione, Vativision e il contributo di fondazione CRT, ha dedicato una docuserie in due stagioni (con tanto di podcast) sul prezioso telo conservato nella cattedrale di Torino, il cui custode pontificio è l’arcivescovo monsignor Roberto Repole. «Credo che gli scienziati abbiano provato un forte interesse nei confronti della Sindone – ha detto monsignor Repole – precisamente perché da duemila anni c’è nel mondo il racconto di Gesù Cristo. Se non ci fosse stato questo racconto, se non ci fosse stata la testimonianza dei primi discepoli e della Chiesa vivente di Cristo morto e risorto, penso che la stessa scienza non avrebbe avuto così grande interesse ad occuparsi di un telo come quello sindonico».

La docuserie è costituita da due stagioni, ciascuna di quattro episodi di circa dieci minuti, per la regia di Omar Pesenti. La prima risale al 2023 e contiene alcune riflessioni di monsignor Repole e la testimonianza storica di Gianmaria Zaccone; la seconda è uscita invece nel 2024, in concomitanza con la presentazione delle iniziative diocesane per il Giubileo 2025 che dovrebbe prevedere un’ostensione pubblica, in particolar modo per i giovani, e diverse iniziative digitali.

La Sindone è un telo antichissimo, un lenzuolo di sepoltura con impressa l’immagine di un corpo umano con segni evidenti di torture e macchie di sangue, compatibili con quelli di un condannato a morte per crocefissione. È il telo utilizzato per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro? Tutto ruota attorno a questa domanda, con gli scienziati di tutto il mondo all’opera per cercare di dare una risposta. Per i non credenti, la Sindone resta un’importante testimonianza del passato e, per certi versi, un mistero. Per i credenti, invece, restano scolpite le parole di Benedetto XVI sulla Sindone, «il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini. E la Sindone sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale». A cui si aggiunge l’invito di papa Francesco: «Lasciamoci raggiungere da questo sguardo, che non cerca i nostri occhi ma il nostro cuore. Ascoltiamo ciò che vuole dirci, nel silenzio, oltrepassando la stessa morte. Attraverso la Sacra Sindone ci giunge la Parola unica ed ultima di Dio: l’Amore fatto uomo, incarnato nella nostra storia; l’Amore misericordioso di Dio che ha preso su di sé tutto il male del mondo per liberarci dal suo dominio».

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