
Cultura
Martedì 28 Gennaio 2025
SIAMO SERIAL
Luca Marinelli interpreta Mussolini in “M-Il figlio del secolo” tratto dal romanzo di Scurati
M - Il figlio del secolo è cinema, allo stato puro. Non si può non partire da questo assunto per parlare della serie tv firmata da Joe Wright, tratta dal romanzo-kolossal di Antonio Scurati (il primo della trilogia dedicata alla figura di Mussolini). Appartiene insomma a una categoria diversa da quella delle “serie tv” e non è nemmeno lontanamente imparentata con il documentario o con la biografia. È un film in 8 capitoli che il regista inglese (suoi gli adattamenti di Espiazione e di Orgoglio e pregiudizio) ha girato rispettando il libro di riferimento e dando alla materia un’impronta personale che non può lasciare indifferenti.
Disturbante, spesso irriverente e a tratti grottesco, appassionante, violento: M - Il figlio del secolo è il romanzo di un’epoca e del suo “figlio” più ingombrante e rappresentativo, Mussolini, che sfugge a qualsiasi etichetta per impersonarle tutte, mentre guarda in camera per rivolgersi direttamente allo spettatore e sullo schermo vengono ricostruiti i fatti che vanno dal 1919 al 1925. Nel giudicare l’opera, così come è stato per il romanzo di Scurati, bisognerebbe stare lontani dagli schieramenti, fuggire le tifoserie, anche astenersi dai giudizi morali sulle persone, che dalla Storia già sono state giudicate. Un compito non semplice, trattandosi del Duce e di uno dei periodi più tragici per il Paese, ma lo sforzo vale la candela, come si dice.
Wright sceglie la forma del romanzo per raccontare l’Italia alla nascita del Ventennio, non mette le didascalie, non realizza un “biopic” con le date e i riferimenti, così come il romanzo da cui è tratto non era un saggio ma tutta un’altra materia letteraria. Per intenderci non rifà Mussolini con un attore “mimetico” come era stato ad esempio Favino con Craxi, ma con Luca Marinelli lo interpreta (non lo imita) estremizzandone alcuni caratteri. «Troppo teatrale» ha accusato frettolosamente qualcuno, ignorando, questa volta sì, fatti e documenti: se Marinelli guarda nell’obiettivo, se fa il dito medio o si getta tra le camice nere come una rockstar è per accentuare all’estremo quel tratto del personaggio che i filmati d’epoca già avevano mostrato. Non lo sta trasformando in una “maschera” ma piuttosto lo sta raccontando cercando di andare oltre.
Detto questo M - Il figlio del secolo è solo forma e non è contenuto? Tutt’altro: attraverso gli 8 episodi si ritrova il filo della Storia con precise coordinate. Il ruolo di Margherita Sarfatti, Marinetti e i futuristi, D’Annunzio e la conquista di Fiume, il giornale come strumento di consenso e controllo delle masse, la Marcia su Roma e «i cagnacci che hanno bisogno di un domatore». L’ambizione di Mussolini che è «come una bestia: sente il tempo che viene». Sempre al centro dell’inquadratura, protagonista di un romanzo tragico di cui si conosce il finale.
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