TEATRO L’arte protagonista sul palcoscenico con “La collezionista”

Fino a domenica all’Elfo Puccini a Milano

Una lunga tenitura di quasi quattro settimane, le ultime tre repliche arriveranno da stasera fino a domenica 2 febbraio, al teatro Elfo Puccini ha visto in scena una delle icone della compagnia del teatro milanese, Ida Marinelli, celebre per le “donne fatali” fassbinderiane. Il testo della pièce consegnata interamente alla sua intepretazione, coadiuvata dagli attori de “Il mulino di Amleto” (Barbara Mazzi, Yuri D’Agostino e Angelo Tronca), è stato scritto da Magdalena Barile. Mentre la regia è di Marco Lorenzi, pure lui parte de “Il mulino di Amleto”, compagnia torinese fresca vincitrice con “Come gli uccelli” di uno dei Premi Ubu, la cui ripresa all’Elfo Puccini sarà sul finire del prossimo mese di marzo. Lo si doveva in apertura l’elenco del cast artistico e tecnico, cui si deve la buona riuscita de “La collezionista”. In questo testo torna di nuovo in primo piano l’arte. Da qualche tempo, infatti, il teatro di corso Buenos Aires a Milano ha intrapreso una serie di riflessioni che cercano di mettere in relazione la grande arte con lo spettacolo. È capitato con “Rosso” di John Logan, dedicato al pittore Mark Rothko e con “Il vizio dell’arte” di Alan Bennet, protagonista poesia e musica, attraverso le figure di Auden e Britten. A ispirare “La collezionista” altri non è che Peggy Guggenheim, la mecenate e scopritrice di talenti che elesse Venezia e Ca’ Venier de’ Leoni la sua dimora – museo, oggi Collezione a suo nome. Ma la Barile fa di più, innesta nei caratteri della Gugenheim una dose in più di misteri con i tratti di un’altra donna fatale e musa di artisti, la marchesa Casati, pure lei abitante in Laguna e nello stesso palazzo. In tempi diversi. Tale trasversalità temporale si evidenzia nella distopica condizione della casa ormai svuotata d’ogni opera d’arte, ne sopravvivono pochissime, tutte chiuse in un caveau; la marchesa è ormai allo stremo, le risorse finanziarie mancano e i conflitti dall’esterno entrati dalla porta principale la lasciano sgomenta. Lei e le opere sono in pericolo, le urgenze diventano altre. Un mondo è sul punto di sparire, mentre il nuovo che avanza pare incomprensibile. Nel mezzo, questa casa appare sempre più come una zattera di naufraghi.

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