TEATRO “Pentafilippo” alle Vigne è la consacrazione di Caccamo

Il comico nella sua Lodi si è dimostrato il solito mattatore, un animale da palco irrefrenabile, un monologhista che assorbe la realtà e la trasforma in pezzi irresistibili

Gli insegnanti sempre più sull’orlo di una crisi di nervi, le classi formate da alunni che sembrano usciti da una puntata di “Mare fuori”, i dirigenti scolastici che si atteggiano a divinità, le gite fantozziane, le circolari che somigliano involontariamente a testi di cabaret. E poi le note agli studenti che sono meglio di certe barzellette (“Il ragazzo esce dalla classe alle 12.03 e rientra alle 12.57 con un nuovo taglio di capelli”), i regolamenti sadici in cui bisogna orientarsi tra decine di acronimi impossibili, le “english teacher” che parlano solo una maccheronica lingua d’Oltremanica. “Pentafilippo”, lo spettacolo di Filippo Caccamo pensato per il nuovo “tour de force” al teatro alle Vigne a Lodi (cinque serate consecutive da martedì a sabato), non è solo un divertentissimo show comico: è un’esilarante analisi sociologica, un saggio di antropologia, una riflessione – spassosa e feroce al tempo stesso – sul mondo della scuola nel 2025. Anche nella serata del debutto Caccamo si è dimostrato il solito mattatore, un animale da palco irrefrenabile, un monologhista che assorbe la realtà e la trasforma in pezzi comici irresistibili. Impressionate la prima parte: una quarantina di minuti in cui l’attore lodigiano non si è fermato un attimo.

Un flusso inarrestabile di parole e battute a raffica, senza alcun tentennamento, a dimostrazione dell’esponenziale crescita artistica di un comico nato sul web ma che sul palco continua a dare il meglio di sé, come si trovasse nel salotto di casa sua. L’empatia con il pubblico è un altro ingrediente fondamentale: Caccamo dialoga con gli spettatori, li prende simpaticamente in giro, improvvisa chiacchierate che poi diventano parte integrante del testo. In platea scrosciano applausi, ogni battuta strappa risate. Tantissimi gli insegnanti (ma anche gli studenti) che hanno riempito la sala di via Cavour: ogni spettacolo di Caccamo unisce uno zoccolo duro di fan fedelissimi che si rispecchiano nelle sue parole, in quel mondo assurdo, caotico ma anche meraviglioso, per certi versi, che è la scuola italiana. Pochi altri attori-autori hanno saputo ricostruire sul palco un “microcosmo” con tale precisione, in cui tutte le falle vengono a galla attraverso una vis comica travolgente. Ma in “Pentafilippo” non c’è solo la scuola: ci sono le canzoni, accompagnate dal corpo di ballo del “Ramo” di Lodi, ci sono monologhi su fatti di vita quotidiana, ispirati alla saga dei “lavori sinceri” che da qualche mese spopola sulla sua pagina Instagram. E poi ci sono gli ospiti. Giada Parisi, talentuosa comica già nota per le apparizioni a Zelig e creatrice di contenuti molto apprezzata sul web, ha avuto l’onore e l’onere di aprire la carrellata di amici che proseguirà per tutta la settimana. E poi il ciclone Paolino Boffi, ogni sera a fianco di Filippo. Il trasformista lodigiano si è presentato vestito da “english teacher” che parla solo dialetto lodigiano, con Caccamo – che a stento ha trattenuto le risate durante il duetto - nei panni di una delle sue maschere più note, “La Carla”. Formidabili entrambi, come le battute rivolte al sindaco Andrea Furegato e all’assessore alla cultura Francesco Milanesi, entrambi in sala e “piegati” dal ridere. Il sodalizio con Boffi va oltre lo spettacolo: verranno infatti raccolti anche fondi per l’associazione “Sara Angela Boffi – L’angelo dei bambini” con l’obiettivo di acquistare una ludo-barella per il reparto pediatrico dell’ospedale di Lodi.

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