
( (foto Borella))
L’adattamento di “Suor Angelica” all’interno della stagione lodigiana
L’opera lirica torna protagonista sul palco lodigiano: sabato sera “Suor Angelica” di Giacomo Puccini ha riscosso grande successo al teatro alle Vigne, coinvolgendo un pubblico ampio, con le vicende della protagonista, interpretata dal soprano Cristina Giannelli.
Suonano le campane. La scena si apre avvolta nel buio, illuminata solo dai ceri che le monache tengono tra le mani, raggiungendo il palcoscenico, sulle note dell’“Ave Maria”. Per scontare un peccato d’amore, la protagonista viene costretta dalla famiglia dell’alta aristocrazia, alla vita in convento, dove si intrecciano i caratteri e le peculiarità delle altre sorelle: «C’è la suora cattiva, quella curiosa che fa tante domande, quella golosa e anche quella che confida i suoi desideri - spiega il regista Davide Garattini Raimondi -. In accordo con il maestro Sirio Scacchetti che ha diretto l’orchestra, abbiamo volutamente composto una proposta più intima rispetto alla partitura originale, dove le vicende ruotano intorno a una dimensione più raccolta». Riuscendo a tratteggiare maggiormente i caratteri delle monache, è emerso chiaramente il senso di dolore e solitudine vissuto da suor Angelica soprattutto, dopo la notizia della zia principessa (Sofio Janelidze) che, estromettendola dal patrimonio di famiglia, le comunica della morte di suo figlio. Il bambino le era stato strappato dalle braccia, dopo la nascita e, da quel momento in poi, suor Angelica non avrà mai più sue notizie. Attraverso un palco completamente scuro, senza fronzoli né una vera e propria scenografia, composta solo lenzuola bianche, alle interpreti bastava semplicemente girarsi di spalle, per scomparire alla vista del pubblico, evidenziando il vuoto di un animo tormentato dalla sofferenza. Quello stesso dolore che, come spesso accade nelle opere pucciniane, porterà la protagonista a togliersi la vita.
Tra le interpreti, Maria Candirri nei panni della badessa, Elena Finelli che ha interpretato suor Genovieffa, Roxana Diaz Vanden Bosch (suor Osmina), Francesca Pusceddu (suor Dolcina), Francesca Mercuriali (suora infermiera) e la novizia, Maria Eleonora Caminada.
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