TELEKOMMANDO La fiction come favola contemporanea in tv
LA RUBRICA Le due puntate di “Se fossi te” viste da Fabio Francione
Senza alcun dubbio o remora, per la prima uscita dell’anno nuovo di questa rubrica, piccolo spalto privilegiato sul mondo dei media vecchi e nuovi (di più sulla vecchia, ma quanto ancora sorprendente tv), decido di saltare a piedi pari tutte le celebrazioni e concerti di fine d’anno. Con il sorriso non posso che ricordare la figura alla “christiandesica” fatta dal biondo dei Ricchi e Poveri, peraltro accoppiata una delle domeniche scorse da una rovinosa caduta a Domenica in, che non ha fatto altro che scaturire una folla di meme, ormai gettati nell’imbuto dei social a perenne memoria. Questo è quanto e la si potrebbe far finire qui. Se non che trovo interessante sul campo, sempre aperto, della produzione delle fiction, soprattutto della Rai, segnalare un possibile nuovo indirizzo che pare privilegiare la favola contemporanea, confidenziale e allo stesso tempo sentimentale con in più una spruzzatina di impegno civile. Nel caso specifico le due puntate di “Se fossi te” va proprio in tale direzione. Doppia regia, Luca Lucini e Simona Ruggeri, protagonisti Marco Bocci e Laura Chiatti. Quest’ultimi due anche compagni di vita oltre che d’arte. Ciò si vede tantissimo ed è un bene nell’economia del film. Infatti, al di là dell’espediente del trasferimento dei corpi dell’uno e dell’altro, caro a molti altri film, a far provare al ricco, in questo caso la ricca, la vita del povero (un operaio della fabbrica di panettoni di famiglia), e viceversa, la questione più interessante e suggestiva della fiction è proprio la nettezza con cui i personaggi, anche quelli di contorno (Frassica drammatico è quel qualcosa in più), sono tratteggiati. Quindi credibili. Al di là anche dell’happy end, quasi all’americana, che si può anche perdonare. Se si può dire. Buon ventiventisei.
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