TELEKOMMANDO

Se uno dei figli nobili dell’italian crime, Maurizio De Giovanni col suo nuovo libro L’antico amore, sembra essersi preso come dire una pausa dal genere che l’ha resto celebre con i suoi oggi iconici, guarda caso per la tv, come il Commissario Ricciardi e I bastardi di Pizzofalcone (ma in mezzo vi è anche il giallo intinto nel rosa melò di Mina Settembre), sono proprio i prodotti di tal fatta a monopolizzare i palinsesti. Non importa nemmeno quali: dal pubblico al privato, dai canali cosiddetti generalisti ai bouquet del digitale terrestre per finire alle piattaforme in streaming e a pagamento. Ultimo in ordine di tempo, piazzato su Giallo, canale 38 del digitale terrestre, Ludwig, il cui primo episodio è andato in onda mercoledì scorso. Ne seguiranno altri cinque, se i conti tornano. Ad ogni modo non è questo il problema, vista la rotazione delle serie presenti nel palinsesto di Giallo. Più interessante andare a scoprire e spendere due parole per trama e personaggi di questa serie che ha attirato un pubblico numerosissimo quando è andata in onda sulla BBC. Quindi flemma inglese e non azione adrenalinica yankee – si vede immediatamente dai rispettivi montaggi - sono gli ingredienti principali di Ludwig. Peraltro già riscontrati in un’altra serie purtroppo troppo presto persa di vista: The Chelsea Detective. Dunque, Ludwig. John Taylor è enigmista, soprannominato Ludwig, geniale nei suoi giochi ma assolutamente inetto nel comprendere quali siano stati i motiv della scomparsa del suo fratello gemello, James, di professione poliziotto. Per risolvere tale mistero, si finge proprio lui e comincia a indagare su casi di omicidio, risolvendoli non si sa come vista la sua inesperienza. In tale contesto si muovono molte figure tra collaboratori e chi continua a ostacolarlo nella sua missione.

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